(Conde Nast Traveller) Tra ville storiche, cantieri nautici secolari e nuovi indirizzi gourmet, il lago di Como continua a incantare visitatori e residenti illustri raccontando le due anime del lago: quella mondana dei grandi hotel e quella autentica di trattorie e villaggi rimasti fuori dal tempo.
Sul Lago di Como, a nord di Milano, le acque vitree si specchiano tra montagne a pan di zucchero e contrafforti alpini, mentre borghi da cartolina e ville d’epoca custodiscono una storia fatta di seta e cantieri navali. Un tempo rifugio di spiriti poetici come Stendhal e Shelley, il lago continua a ispirare, anche se oggi il tono è più mondano che letterario.
Dal capoluogo fino a Cadenabbia, nuovi ristoranti e hotel di lusso come il Passalacqua attirano un flusso crescente di visitatori sul ramo sud-occidentale, complice anche la presenza del residente più celebre della zona, George Clooney. La stagione ideale va da aprile a ottobre, sebbene il clima un tempo mite mostri segni di cedimento: la siccità estiva ha inaridito i versanti verdi, in linea con gli eventi climatici estremi che hanno colpito l’Italia.
Il modo migliore per scoprire il lago resta l’acqua. Le imbarcazioni in legno di Ernesto Riva, cantiere fondato nel 1771, ne raccontano la storia: dal contrabbando verso la Svizzera al trasporto di ospiti illustri verso gli hotel a cinque stelle. Chi cerca glamour d’altri tempi può affidarsi ai tour privati di Como Classic Boats sui vintage Riva, mentre il servizio di traghetti pubblico resta l’alternativa più economica per muoversi tra i borghi rivieraschi. La sera, la sala vetrata di Una Finestra sul Lago, a Carate Urio, offre una vista da cartolina abbinata a una cucina di mare informale ma raffinata.

Sabato
Il week-end si apre a Casabianca, villa degli anni Trenta aperta al pubblico da quest’anno, che unisce Cova, la pasticceria storica milanese, una collezione d’arte contemporanea e stanze di lusso, tra opere di Anselm Kiefer e Marina Abramovic. Poco distante, il mercato coperto inaugurato nel 1934 mantiene vive le tradizioni locali, con banchi di formaggi, salumi e prodotti regionali.

Il centro storico di Como, fondato da Giulio Cesare nel 59 a.C., custodisce testimonianze di secoli: la torre di Porta Vittoria, il Duomo gotico del 1396, il Palazzo Broletto medievale e la romanica San Fedele. Il Museo della Seta racconta invece il legame secolare della città con il tessuto che ne ha fatto la fortuna commerciale.
I giardini delle ville aristocratiche — un tempo simbolo di status quanto le collezioni d’arte — restano una delle attrazioni più suggestive: Villa del Balbianello a Lenno e Villa Carlotta a Tremezzo, con le sue centocinquanta varietà di azalee e rododendri. Più a nord, Lenno e i suoi dintorni offrono un’atmosfera più quieta rispetto ai centri più turistici, con sentieri panoramici lungo la Greenway e l’accesso all’unica isola del lago, l’Isola Comacina.

La nuova generazione della ristorazione lariana si fa notare a Cetino, il ristorante dello chef Mauro Colagreco all’interno del neonato Lake Como Edition, e da Materia a Cernobbio, dove lo chef Davide Caranchini reinterpreta la cucina lacustre con esiti sperimentali.

Domenica
Mentre Bellagio e Varenna scontano il peso dell’overtourism, borghi come Brienno e Laglio conservano un’atmosfera più autentica, tra case a picco sull’acqua, terrazzamenti di vigne e limoni, e piccoli locali storici come Da Luciano.

Da Argegno, una funivia sale fino a Pigra per un panorama d’alta quota, mentre il traghetto verso Nesso regala la vista della cascata e del Ponte della Civera, ponte medievale che forma un arco perfetto sul torrente sottostante. Il weekend si chiude sulla sponda orientale, a Crotto del Misto, trattoria attiva dal 1832 che serve pesce di lago con un tocco contemporaneo, in una cantina scavata nella roccia e raffreddata da una sorgente naturale.

