Giocare a padel con Nadal

By Paolo Bonanni 22 Settembre 2026 #manacor #nadal #padel

(Financial Times) A Manacor, nel cuore di Maiorca, si tengono, per una settimana, i corsi della Rafa Nadal Academy, scoprendo il lato più esigente di uno degli sport in più rapida crescita al mondo. Tra campi affollati di adolescenti prodigio e manager internazionali in cerca di sfida, il padel si conferma fenomeno globale capace di unire sport, socialità e business.

Palma di Maiorca, aeroporto: da qui si parte diretta verso la Rafa Nadal Academy di Manacor per una settimana di full immersion nel padel. L’Academy, oggi punto di riferimento per giovani talenti da Kuwait a Hong Kong, ospita anche il Rodri Ovide Padel Camp, settimana intensiva ideata dall’ex numero uno mondiale della disciplina, oggi direttore manageriale della scuola. Il programma prevede quattro ore quotidiane di lezioni, partite serali e socialità da villaggio vacanze, con piscina, sauna e bar sempre affollati la sera.

Il padel, inventato in Messico ma reso celebre in Spagna, si gioca su un campo più piccolo di quello da tennis, chiuso da pareti che rendono il gioco più accessibile e imprevedibile. Secondo la Lawn Tennis Association britannica, i praticanti nel Regno Unito sono passati da circa 11.000 nel 2019 a oltre 400.000 oggi, mentre negli Stati Uniti il settore cresce a doppia cifra, spinto anche da testimonial d’eccezione come David Beckham e Serena Williams.

In Italia i praticanti sono circa 1,5 milioni di giocatori tra amatori e agonisti. Il dato è riportato dalla Federazione Internazionale Padel (FIP) per il 2025. Sono invece 5,4 milioni gli appassionati di questo sport anche grazie alla spinta data da Sky che riprende i principali campionati. I campi erano invece circa 10.200–10.220 a fine 2025, con circa 3.795 club, facendo dell’Italia il secondo mercato mondiale per numero di campi e club dopo la Spagna.

Turismo sportivo

Il fenomeno ha attirato pure il turismo sportivo: strutture come Intelo, negli Stati Uniti, offrono pacchetti vacanza dedicati e prevedono un giro d’affari da 1,8 miliardi di dollari entro il 2034. Anche a Wimbledon capita di incrociare appassionati pronti a lasciare il torneo di tennis per una partita di padel su un campo vicino.

Ma è l’esperienza diretta a colpire di più: gli allenamenti mattutini alle 8.30, la tattica affinata al tramonto, l’atteggiamento pragmatico degli istruttori spagnoli, poco inclini alla dolcezza pedagogica. Tra questi, Maribel Ovide, sorella di Rodri e responsabile marketing dell’Academy, spiega come il padel abbia saputo intercettare un bisogno sociale prima ancora che sportivo: un gioco semplice da imparare, giocato in coppia, capace di generare comunità.

Lo stesso Nadal si allena talvolta accanto agli ospiti dell’Academy e, secondo un istruttore, non perdona un solo errore a chi gioca al suo fianco. Un dettaglio che racconta, meglio di ogni statistica, lo spirito competitivo che pervade l’intero centro sportivo.