(mynewsroom.it) Mentre i fedeli diminuiscono, in tutta Europa ex chiese diventano hotel, palestre di arrampicata, piscine e negozi. Un fenomeno che ridisegna il destino degli edifici sacri.
Il nuovo vangelo degli edifici religiosi dismessi passa per riconversioni spettacolari, tra critiche di gentrificazione e progetti di recupero culturale. Il calo dei fedeli nelle grandi confessioni cristiane sta trasformando il volto urbano d’Europa.
Il fenomeno è europeo: a Würzburg, la chiesa cattolica di Sant’Andrea, sarà sconsacrata entro fine luglio per diventare, dal 2027, la prima “chiesa da arrampicata” della Baviera, con pareti alte quattro metri, area yoga e caffetteria. Le riconversioni assumono forme diverse a seconda del Paese. In Germania prevale un approccio più conservatore, orientato a usi culturali come musei, biblioteche o teatri. Nei Paesi Bassi e in Belgio, dove Stato e Chiesa sono nettamente separati e non esiste una tassa ecclesiastica, l’atteggiamento è più pragmatico: alcune chiese diventano persino supermercati.
A Maastricht, l’ex convento domenicano quattrocentesco ospita un hotel di lusso Kruisherenhotel, con un ristorante ricavato nella navata. A Heerlen sorgerà invece una piscina, “Holy Water”, mentre ad Anversa un ex convento agostiniano è diventato l’hotel August, con un ristorante nel refettorio. In Spagna, a Llanera, la chiesa di Santa Bárbara, acquistata tramite crowdfunding dall’artista Okuda San Miguel, è oggi lo skatepark “Kaos Temple”, decorato con motivi geometrici colorati.

L’Italia ha migliaia di edifici religiosi dismessi
A Milano si concentra il maggior numero di esempi di chiese abbandonate o riconvertite: la ex chiesa di San Giuseppe alla Pace, sconsacrata nel 1971, è il locale notturno Gattopardo Café (al momento chiuso), con un lampadario monumentale da 65.000 cristalli al posto dell’altare; la chiesa barocca dei Santi Teresa e Giuseppe in via della Moscova è diventata una biblioteca multimediale senza libri; in zona Chinatown, La Chiesetta serve drink tra statue di santi e reliquiari; il Trefor Café a San Donato Milanese segue lo stesso schema, mentre San Paolo Converso, nel cuore delle Cinque Vie, è passato da studio di registrazione (grazie alla sua acustica) a spazio espositivo d’arte contemporanea.
A Napoli, un’ex chiesa nel Rione Sanità è stata trasformata in palestra di boxe. A Bologna, la storica San Barbaziano, a lungo abbandonata, diventerà una scuola circense. A Roma, l’oratorio medievale di Sant’Andrea de Scaphis a Trastevere, sconsacrato nel 1942, ospita dal 2015 la galleria d’arte contemporanea di Gavin Brown.
A Venezia, la chiesa di San Lorenzo, sconsacrata nel 1810 in seguito alle riforme napoleoniche, è oggi spazio per mostre ed eventi culturali, mentre l’isola di San Servolo, ex convento benedettino poi ospedale psichiatrico, è diventata una cittadella dedicata a studio e ricerca. In provincia di Siena, l’Abbazia di San Galgano — il tetto distrutto da un fulmine nel 1786 — dopo essere stata usata come magazzino, fattoria e fonderia è oggi una meta turistica.

Numerose ex chiese, inoltre, vengono semplicemente messe in vendita come immobili: dal complesso di Ponte dell’Olio (Piacenza) a una chiesa sconsacrata di Castrocaro Terme, fino a un ex convento a Portello (Milano) diventato hotel di lusso NH con camere fino a duemila euro a notte.
Conta il calo dei fedeli
Questi abbandoni sono anche figli del fatto che ormai la quota di italiani dai 6 anni in su che frequenta la chiesa settimanalmente (di norma la domenica) è il 17,9% della popolazione. Il crollo è netto se confrontato col passato: nel 2001 la percentuale era del 36,4%, quindi in poco più di vent’anni si è più che dimezzata. La pratica varia molto per età: va in chiesa ogni domenica circa il 40% degli anziani, contro il 25% di chi ha tra 45 e 60 anni e appena il 15% circa dei giovani tra 18 e 29 anni.
