(Abc) A mezz’ora di traghetto da Sultanahmet, il quartiere di Kadiköy nasconde un’anima diversa da quella turistica della città. Moda, il suo cuore più verde e cosmopolita, offre un’Istanbul più libera e meno affollata, tra tranvie storiche, meyhane e giardini di tè affacciati sul Bosforo.
A poco più di trenta minuti di traghetto dalla parte europea di Istanbul si trova Kadiköy, l’antica Calcedonia. Secondo la tradizione fu fondata verso il 685 a.C. da coloni greci, circa diciassette anni prima di Bisanzio, sulla sponda asiatica del Bosforo. Gli antichi cronisti la soprannominarono “la città dei ciechi”, convinti che i suoi fondatori non avessero saputo cogliere il valore strategico della riva opposta, dove sarebbe sorta la futura capitale dei tre nomi: Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul.
Oggi quella presunta cecità si è trasformata in un privilegio. All’interno di Kadiköy, il quartiere di Moda è diventato un’oasi di vita e di libertà in una metropoli che nel 2025 ha registrato quasi 64 milioni di visitatori. Lontano dal turismo di massa che ha colonizzato zone come Nişantaşı o Beyoğlu, Moda conserva un’atmosfera più intima, cantata a suo tempo dal musicista Barış Manço e dal poeta Nazım Hikmet, definito “il comunista romantico”, che qui trascorse gran parte della sua vita prima dell’esilio a Mosca.

Un’area molto bohémien
Fino a pochi anni fa Kadiköy era un’area prevalentemente residenziale, poco presente nelle mappe culturali della città. Il cambiamento è arrivato con l’apertura di bar, gallerie d’arte e caffè che ne hanno fatto un rifugio per la parte più liberale e bohémien della popolazione, oltre che una valvola di sfogo per chi vuole allontanarsi dalle tappe obbligate del turismo, da Santa Sofia alla Moschea Blu.
Il paesaggio urbano racconta questa stratificazione: dal mercato del pesce, con le sue taverne dedicate al meze e al raki, si arriva a piedi al tranvia “nostalgico”, una linea circolare recuperata nel 2003. Le vie si fanno più alberate e residenziali man mano che si procede, tra ville d’inizio Novecento come la Sarıca Arif Paşa, edificio neoclassico del 1903, e la storica gelateria Ali Usta, aperta dal 1969, meta di lunghe code.

Il tramonto su Santa Sofia
La via principale conduce infine al molo di Moda, dove sorgono il parco cittadino e lo storico Moda Çay Bahçesi, giardino di tè all’ombra di grandi platani, da cui si ammira il tramonto su Santa Sofia, la Moschea Blu e il palazzo di Topkapı.
Poco distante, il vecchio porto, riaperto al pubblico nel 2022, ospita oggi una biblioteca e un caffè letterario, testimonianza di un quartiere che continua a reinventarsi senza perdere la propria identità multietnica, fatta di turchi, greci, armeni, britannici ed ebrei che nei secoli lo hanno abitato.
