Sull’X di Musk l’odio cresciuto del 50%

By Paolo Bonanni 14 Febbraio 2025 #haters #Musk #Twitter #X

(La Vanguardia) Uno studio rivela che gli account falsi e gli haters non sono diminuiti con l’ingresso del magnate, anzi…

La piattaforma X è più tossica e promuove più discorsi di odio poiché è di proprietà di Elon Musk. Ciò è confermato dal rapporto preparato da un team di ricercatori dell’Università della California a Berkeley (Stati Uniti) che ha analizzato la presenza di discorsi di odio (qualsiasi forma di espressione intesa a diffamare, umiliare o incitare all’odio contro un gruppo di persone in base a razza, religione, colore della pelle, identità sessuale o di genere, disabilità o origine) su questo social network dall’inizio del 2022 alla metà del 2023.

La promessa del tycoon

Le loro conclusioni sono che il tasso settimanale di discorsi razzisti, omofobi e transfobici è stato di circa il 50% più alto durante i mesi dopo che Musk ha comprato X (era Twitter) nell’ottobre 2022 rispetto ai mesi precedenti, e che il numero di bot (programmi automatizzati che simulano l’interazione umana sui social network) e altri account falsi che promuovono la disinformazione non è diminuito nonostante la promessa del tycoon di ridurre quel tipo di attività. I ricercatori hanno anche scoperto che il numero medio di like sui post di odio è aumentato del 70%, suggerendo che più persone sono state esposte a questi contenuti offensivi.

Un legame su odio virtuale e reale

Questa maggiore esposizione non è banale perché, come ricordano gli autori del rapporto, studi precedenti dimostrano che esiste un legame tra i crimini di odio online e quelli che si verificano nella vita reale, e la disinformazione diffusa dai bot e simili

I ricercatori osservano che, poiché le informazioni disponibili sui cambiamenti interni in X sono limitate, non possono trarre conclusioni definitive su una relazione di causa-effetto tra l’acquisto di X da parte di Musk e l’aumento di contenuti dannosi su questa rete. Ma le loro scoperte supportano la convinzione di molte delle organizzazioni e delle persone che hanno abbandonato questa piattaforma negli ultimi mesi che rimanere su di essa comporta una costante esposizione all’incitamento all’odio.

Tossicità aumentata

Se non si può dire che Elon Musk sia il colpevole dei nuovi problemi di X, lo studio mostra chiaramente che c’è un cambiamento in peggio nel discorso e nella tossicità della piattaforma dopo il suo acquisto. Del resto Elon Musk ha licenziato la maggior parte dei dipendenti di X e questo aumento degli haters ha suffragato la convinzione che avere modelli di moderazione dei contenuti aiuta a tenere ragionevolmente a bada i discorsi di odio.

Sia gli autori dello studio che il resto dei ricercatori consultati sono chiari sul fatto che i risultati affrontano apertamente le affermazioni di Musk sulla diminuzione degli account falsi e della disinformazione su X durante la sua gestione e alimentano il dibattito sul ruolo che le politiche della piattaforma svolgono nel plasmare il discorso online e offline.