In Svizzera il vino è noalcol

(Matin du dimanche) La viticoltura svizzera si reinventa: nasce il vino analcolico per far fronte al calo delle vendite.

Un calo del 25%

Di fronte a una crisi di consumi che si aggrava, molti viticoltori svizzeri hanno deciso di innovare lanciando una gamma di vini senza alcol. L’iniziativa, pionieristica nel panorama vitivinicolo svizzero, punta a intercettare nuove tendenze di consumo e a garantire un futuro sostenibile alla sua azienda. Negli ultimi anni, il consumo di vino in Svizzera è calato drasticamente, con una riduzione di oltre il 25% rispetto ai primi anni 2000. Tra le cause principali, un cambio di abitudini che premia stili di vita più sani, come la crescente diffusione di palestre e l’attenzione alla salute, soprattutto tra i giovani. Anche fattori come le normative sulla guida in stato di ebbrezza e le raccomandazioni mediche contribuiscono a questa flessione.

Una tecnica vincente

Per rispondere a questa sfida, alcuni viticoltori hanno sviluppato una tecnica di dealcolizzazione che preserva la qualità del vino. Il risultato è una linea di tre vini – rosso, bianco e rosé – prodotti con vini alcolici tradizionali successivamente dealcolizzati. Le prime bottiglie sono state messe in vendita all’inizio di dicembre e hanno riscosso un grande successo anche presso rivenditori selezionati. Nonostante le difficoltà tecniche si è riusciti a mantenere l’aroma e la struttura dei vini dopo la dealcolizzazione.

Anche lo spumante può essere senza alcol

Il fenomeno del vino senza alcol sta guadagnando attenzione anche a livello internazionale. LVMH, colosso del lusso, ha recentemente investito nella startup French Bloom, che produce spumanti senza alcol. Tuttavia, i vini senza alcol rappresentano ancora una nicchia: in Svizzera, le vendite di vini dealcolizzati sono marginali rispetto ad altre bevande come gin, birre e vermouth senza alcol, particolarmente popolari durante iniziative come il “Dry January”. Nonostante ciò, il potenziale di crescita è promettente, con alcuni esperti che prevedono che i vini senza alcol possano rappresentare fino al 10% delle vendite totali nei prossimi anni. L’obiettivo non è solo economico, ma anche culturale: dimostrare che il settore vitivinicolo può adattarsi e innovare. Con l’evoluzione dei gusti e delle abitudini dei consumatori, il vino senza alcol potrebbe rappresentare una via di salvezza per un settore in trasformazione.