(Washington Post) Decenni di studi confermano che le sostanze contenute nel tè proteggono i vasi sanguigni, riducono l’infiammazione e migliorano la salute intestinale. Dalla longevità alla lucidità mentale, la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua rivela benefici scientificamente documentati, pur restando una semplice correlazione e non una prova di causa-effetto.
Dopo l’acqua, il the è la bevanda più consumata al mondo, bevuta da quasi due terzi della popolazione globale. Non stupisce, dunque, che negli ultimi decenni la comunità scientifica gli abbia dedicato centinaia di studi, cercando di capire quali effetti abbia realmente sulla salute umana.
Le ricerche indicano che i composti presenti nel tè – antiossidanti, polifenoli e altre sostanze vegetali benefiche, simili a quelle di caffè, cacao, frutta e verdura – possono proteggere i vasi sanguigni, ridurre l’infiammazione, favorire il rilassamento e sostenere il microbioma intestinale. Che si tratti di tè verde, nero, bianco o oolong, la pianta d’origine è sempre la stessa, la Camellia sinensis: a differenziarli sono i metodi di lavorazione e invecchiamento delle foglie. Diverso il discorso per le tisane, preparate con erbe, spezie e fiori, generalmente prive di caffeina.

Si vive più a lungo
Uno degli aspetti più studiati riguarda la longevità. Un’ampia ricerca pubblicata nel 2023 sugli Annals of Internal Medicine, condotta su circa mezzo milione di adulti nel Regno Unito seguiti per oltre un decennio, ha rilevato che i consumatori abituali di tè – in prevalenza tè nero – presentavano un rischio di mortalità inferiore rispetto a chi non ne beveva, con una riduzione del 13% tra chi ne consumava due o tre tazze al giorno.
Il tè sembra incidere positivamente anche sulla salute metabolica e cardiovascolare: alcuni studi clinici hanno osservato miglioramenti della funzione vascolare e una lieve riduzione della pressione sanguigna nei consumatori abituali di tè nero e verde, oltre a un contenimento dei picchi glicemici dopo i pasti. Sul fronte immunitario, la bevanda sembra favorire l’aumento delle cellule T regolatorie, che contrastano l’infiammazione, e la riduzione della proteina C-reattiva, un indicatore di stati infiammatori.

Vantaggi per l’intestino
Anche l’intestino ne trarrebbe beneficio: i polifenoli del tè nero e verde stimolerebbero la crescita di batteri intestinali benefici, produttori di acidi grassi a catena corta utili a proteggere il colon.
Infine, gli effetti cognitivi: come il caffè, il tè contiene caffeina e migliora attenzione e lucidità mentale, ma con minori ripercussioni sul sonno. Merito anche della l-teanina, un aminoacido capace di ridurre lo stress e favorire il rilassamento, come confermato da una revisione scientifica del 2017 sul tè verde.
