(El Pais) Nella Silicon Valley del Texas l’alleanza Uber-Waymo ad Austin è diventata l’epicentro di una battaglia silenziosa ma cruciale per il futuro della mobilità autonoma.
Da un lato, l’alleanza tra Uber e Waymo, il gigante della guida autonoma di proprietà di Alphabet (Google), sta testando i suoi robotaxi in città. Dall’altro, Elon Musk promette di far atterrare Tesla con il suo servizio di taxi autonomi entro giugno. La competizione si gioca su una strada anonima che separa due edifici industriali: uno ospita i veicoli di Waymo, l’altro è una delle sedi di Tesla. È qui che si combatte la guerra per il dominio del trasporto del futuro.
Waymo ha già lanciato i suoi taxi autonomi a Austin, San Francisco, Los Angeles e Phoenix, ma la novità è l’accordo con Uber, siglato a marzo. Attraverso l’app di Uber, gli utenti possono prenotare un robotaxi Waymo, disponibile in un’area di 95 chilometri quadrati. La flotta, composta da veicoli Jaguar dotati di sensori, telecamere e radar di quinta generazione, opera insieme ai tradizionali taxi con conducente. Uber gestisce la logistica, i prezzi e la manutenzione della flotta, affidata a una società spagnola, Avomo. Waymo, invece, si occupa della tecnologia e della sicurezza.

Musk e Tesla: promesse e dubbi
Dall’altra parte della strada c’è Elon Musk, che promette di lanciare il servizio di taxi autonomi di Tesla a giugno. Tuttavia, il settore è scettico. Musk ha accumulato un decennio di promesse non mantenute sulla guida autonoma, e le recenti vicissitudini politiche e finanziarie di Tesla non aiutano. Nonostante il primo permesso ottenuto in California, molti dubitano che il lancio avverrà nei tempi previsti. Intanto, il valore azionario di Tesla è crollato del 40% nell’ultimo anno, anche a causa delle polemiche legate al supporto di Musk a Donald Trump.
Uber vede nei robotaxi un’opportunità per ridurre i costi e aumentare l’efficienza: i veicoli autonomi sono più prevedibili rispetto ai conducenti umani, che possono decidere quando lavorare. Inoltre, non ci sono mance da lasciare, un vantaggio non da poco negli Stati Uniti. Tuttavia, i costi di sviluppo e gestione rimangono elevati.

Sfide e incognite
Nonostante i progressi, la guida autonoma deve affrontare sfide significative. Incidenti gravi, come quello mortale in Arizona nel 2018, hanno sollevato dubbi sulla sicurezza. I veicoli autonomi sono ancora lontani dall’essere affidabili al 100%. Inoltre, i test sono condotti principalmente in climi miti come quello di Austin, lasciando incertezze su come i veicoli si comporteranno in condizioni più estreme.
Mentre Austin diventa un banco di prova, l’Europa rimane indietro. Regolamenti rigidi e resistenze politiche, come quelle dei tassisti tradizionali in Spagna, rallentano l’adozione della tecnologia.
