La Cina dopo Xi Jinping

By Paolo Bonanni 24 Febbraio 2025 #cina #Xi Jinping

(Financial Times) Il futuro della Cina dopo Xi Jinping resta un enigma. Le decisioni prese oggi determineranno non solo il destino del gigante asiatico, ma anche l’equilibrio geopolitico del mondo nei prossimi decenni.

Dopo oltre un decennio al potere, Xi Jinping ha consolidato il proprio dominio sulla politica cinese, eliminando rivali interni e rafforzando il controllo del Partito Comunista su ogni aspetto della società e dell’economia. Tuttavia, l’interrogativo su cosa accadrà alla Cina dopo Xi rimane aperto, alimentando speculazioni su possibili evoluzioni politiche, economiche e geopolitiche.

Negli ultimi anni, il leader cinese ha smantellato la tradizione di leadership collettiva instaurata dai suoi predecessori, centralizzando il potere e garantendosi un potenziale governo a vita. Questo ha sollevato dubbi sulla futura stabilità della nazione asiatica: senza un chiaro successore designato, il post-Xi potrebbe essere segnato da lotte interne e da un’incertezza senza precedenti.

Un’eredità tra crescita e rigidità

Sotto Xi, la Cina ha registrato una crescita economica rallentata rispetto agli anni d’oro dell’espansione a doppia cifra. La sua politica di “prosperità comune” ha cercato di ridurre le disuguaglianze, ma ha anche imposto restrizioni ai colossi tecnologici e agli imprenditori, frenando l’innovazione. L’eccessiva regolamentazione, il crollo del settore immobiliare e le tensioni con gli Stati Uniti hanno ulteriormente indebolito la fiducia degli investitori.Un’eredità tra crescita e rigidità

Sotto Xi, la Cina ha registrato una crescita economica rallentata rispetto agli anni d’oro dell’espansione a doppia cifra. La sua politica di “prosperità comune” ha cercato di ridurre le disuguaglianze, ma ha anche imposto restrizioni ai colossi tecnologici e agli imprenditori, frenando l’innovazione. L’eccessiva regolamentazione, il crollo del settore immobiliare e le tensioni con gli Stati Uniti hanno ulteriormente indebolito la fiducia degli investitori.

La repressione del dissenso

Se da un lato il Paese ha rafforzato la propria posizione nel panorama globale, puntando su una maggiore autosufficienza tecnologica, dall’altro ha visto crescere il malcontento interno per le politiche restrittive, culminate nelle proteste contro la strategia zero-Covid. La repressione del dissenso e il controllo dei media hanno reso difficile interpretare il vero stato d’animo della popolazione, ma segnali di insoddisfazione emergono tra i giovani e la classe media.

Il futuro del potere cinese

Con Xi Jinping ancora al vertice, ogni ipotesi sul dopo-Xi rimane nel campo delle speculazioni. Il presidente potrebbe decidere di designare un successore nei prossimi anni per garantire una transizione graduale e controllata. Tuttavia, la struttura fortemente centralizzata del suo governo potrebbe rendere complicato il passaggio del testimone.

All’orizzonte una possibile lotta

Alcuni analisti prevedono un periodo di instabilità politica una volta che Xi lascerà il potere, con una possibile lotta tra le diverse fazioni del Partito Comunista. Senza un meccanismo chiaro di successione, la Cina potrebbe trovarsi ad affrontare una crisi politica simile a quella vissuta dopo la morte di Mao Zedong.