(Newsweek) L’inquinamento da piombo, spesso considerato un problema dell’era moderna, affliggeva già le popolazioni dell’Urbe, con effetti sulla salute e sullo sviluppo cognitivo.
Uno studio recente, pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences”, ha rivelato che l’esposizione al piombo durante l’epoca romana potrebbe aver causato un diffuso declino del quoziente intellettivo (QI) tra la popolazione, con una perdita stimata di 2,5-3 punti di QI.
La ricerca ha utilizzato carotaggi di ghiaccio artici e modelli atmosferici per ricostruire i livelli di inquinamento da piombo durante il periodo romano, dal 500 a.C. al 600 d.C. Le carote di ghiaccio, estratte dalle calotte polari, fungono da vere e proprie capsule del tempo, conservando informazioni dettagliate sul clima e sull’ambiente terrestre nel corso dei secoli.
I dati raccolti hanno mostrato un picco significativo nelle concentrazioni di piombo nell’atmosfera a partire dal 15 a.C., coincidente con l’ascesa dell’Impero Romano, e livelli elevati che si sono mantenuti fino al declino della Pax Romana, intorno al 165 d.C.

Colpa dell’estrazione mineraria e fusione
Durante questo periodo, l’estrazione e la fusione di minerali d’argento e piombo, attività centrali per l’economia romana, rappresentavano la principale fonte di inquinamento atmosferico da piombo. Sebbene esistessero altre vie di esposizione, come l’uso di stoviglie smaltate, cosmetici e tubature in piombo, l’inquinamento atmosferico era probabilmente la fonte più significativa per la maggior parte della popolazione, specialmente nelle aree rurali.
I ricercatori hanno stimato che i livelli di piombo nell’atmosfera romana avrebbero portato a un aumento significativo della quantità di piombo nel sangue dei bambini, con effetti negativi sullo sviluppo cognitivo. Per dare un’idea, il declino del QI stimato durante l’epoca romana è stato circa un terzo di quello osservato negli Stati Uniti alla fine degli anni ’70, dopo l’introduzione del Clean Air Act, e circa il doppio di quello registrato all’inizio degli anni 2010.

E poi anche la peste antonina
L’esposizione al piombo, anche a livelli relativamente bassi, è stata associata a una serie di problemi di salute, tra cui danni al sistema immunitario e ritardi nello sviluppo cognitivo. Lo studio suggerisce che, sebbene l’inquinamento atmosferico da piombo non fosse acuto come altre fonti di esposizione (ad esempio, l’acqua potabile contaminata), era comunque sufficiente per influenzare negativamente il QI della popolazione, sia nelle città che nelle aree rurali.
Un aspetto particolarmente intrigante emerso dallo studio è il possibile legame tra l’inquinamento da piombo e la devastante peste antonina, la prima grande epidemia dell’Impero Romano, che uccise tra i 5 e i 10 milioni di persone, circa il 10% della popolazione.
