(Wall Street Journal) Dermatologi ed esperti fanno chiarezza sulle abitudini sotto la doccia: temperatura, durata e prodotti giusti possono fare la differenza per la salute della pelle. Dal doppio lavaggio nato su TikTok ai getti freddi per la circolazione, la scienza dietro i rituali del bagno non sempre conferma le mode virali.
Il fenomeno #ShowerTok, con miliardi di visualizzazioni su TikTok, ha riportato l’attenzione sull’igiene personale e su come ci si lava sotto la doccia. Tra le tendenze più discusse c’è la “doppia detersione”, mutuata dalla skincare del viso: un primo passaggio con un detergente oleoso per rimuovere sudore, deodorante e batteri, seguito da un secondo lavaggio idratante che ripristina la barriera cutanea.
Questa pratica sarebbe particolarmente indicata per chi fa sport intensamente, si espone molto al sole o è soggetto ad acne e cattivi odori corporei, ma non è necessariamente adatta a tutti. Chi soffre di pelle secca, eczema o psoriasi dovrebbe infatti evitarla, poiché l’eccesso di detersione, più che il doppio lavaggio in sé, può causare tensione, bruciore, prurito e arrossamenti.
Diversi esperti concordano sul fatto che la temperatura dell’acqua sia decisiva: il punto ideale si aggira intorno ai 36-37°C, mentre l’acqua troppo calda rimuove oli protettivi e lascia la pelle secca e più incline a irritazioni. Anche la durata conta: la doccia media si è allungata rispetto al passato, arrivando fino a 10-12 minuti, ma gli specialisti suggeriscono di non superare i dieci minuti per non compromettere la barriera cutanea.

Il metodo Wim Hof
Molto dibattuti anche i getti d’acqua fredda finali, resi popolari dal metodo Wim Hof: secondo alcuni dermatologi possono stimolare la circolazione e il rilascio di endorfine, con un possibile beneficio anche sul sistema immunitario, come suggerito da uno studio che ha collegato pochi secondi di acqua fredda a una minore probabilità di assenze per malattia.
Più controversa è invece l’utilità dello spazzolamento a secco della pelle, pratica diffusa per stimolare il sistema linfatico: secondo un esperto del London Clinic, il drenaggio linfatico avviene comunque naturalmente, mentre altri dermatologi mettono in guardia dal rischio di aggravare eczema e psoriasi.

Scegliere il detergente adatto
Anche la scelta del detergente dovrebbe essere personalizzata: chi ha la cheratosi pilare trae beneficio da prodotti a base di acido glicolico, mentre chi ha pelle sensibile dovrebbe prediligere formule delicate e a base di ceramidi. Non va sottovalutata infine l’idratazione dopo la doccia, da estendere a tutto il corpo e non solo al viso, oltre all’attenzione riposta su spugne e guanti esfolianti, che andrebbero lavati e asciugati regolarmente per evitare l’accumulo di batteri e funghi.
