(Le Parisien) Una nuova legge cinese vieta i meccanismi che creano dipendenza affettiva dalle app di compagnia artificiale, lasciando migliaia di utenti nel lutto per relazioni durate anni. Tra crisi demografica, solitudine dilagante e boom dell’intelligenza artificiale, la Cina scopre i rischi di un'”intimità fast-food” difficile da regolamentare.
Li Linlin, 24 anni, ha pianto per giorni dopo la scomparsa del suo fidanzato virtuale. Due anni di confidenze, quasi 700mila parole scambiate, poi il silenzio. Nessun addio, solo il vuoto. Hong Xiaoqiang, 34 anni, ha vissuto un’esperienza simile con la sua compagna digitale Doudou: due anni di messaggi quotidiani interrotti bruscamente, l’ultima domanda rimasta senza risposta.
Dietro queste rotture non c’è un tradimento, ma una legge. Dal 15 luglio Pechino vieta i meccanismi che rischiano di generare dipendenza affettiva verso l’intelligenza artificiale o di far passare in secondo piano i legami umani reali.
I compagni virtuali sono ora vietati ai minori e, dopo due ore di utilizzo continuo, le piattaforme devono ricordare agli utenti che il loro interlocutore non è umano. In vista dell’entrata in vigore della norma, i colossi tecnologici cinesi ByteDance, Alibaba e Tencent hanno eliminato in pochi giorni milioni di compagni virtuali dalle proprie applicazioni.

Crisi coniugali
Il fenomeno affonda le radici in una società segnata da una profonda crisi coniugale e demografica. Nel 2023 la Cina contava 240 milioni di celibi, quasi un abitante su sei. Nel 2025 le nascite sono scese a 7,92 milioni, il livello più basso mai registrato, in calo del 17% in un anno. A complicare il quadro, uno squilibrio di genere storico: circa 30 milioni di uomini in più rispetto alle donne, frutto della preferenza sociale per i figli maschi.
A questo si aggiungono orari di lavoro estenuanti e il costo crescente della vita e dell’educazione dei figli, fattori che scoraggiano relazioni e matrimoni.

Si cercano soluzioni alternative
In questo contesto sono fiorite soluzioni alternative alla solitudine, dagli speed dating trasmessi in diretta sui social alla vera e propria “economia della compagnia”, con persone che affittano un accompagnatore per un viaggio o una cena. È in questo terreno che ha attecchito l’amore algoritmico. Secondo Mia Huiqian Lai, ricercatrice all’Università di Syracuse, molti giovani non cercano un partner ma un'”intimità fast-food”: un affetto immediato, disponibile a ogni ora e privo di giudizio, reso possibile da un’industria dell’IA cinese tra le più avanzate al mondo. Il fenomeno riguarda soprattutto le donne: sulla piattaforma Zhumengdao circa l’80% degli iscritti nel 2025 era di sesso femminile.
