La classifica della frutta che fa meglio

By Paolo Bonanni 30 Agosto 2026 #frutta

(Times) Fragola batte la mela, ma è la banana a vincere nei carrelli. Tesco ha analizzato le dieci varietà di frutta più vendute nel Regno Unito, valutandole per vitamine, antiossidanti, fibre e benefici per l’intestino. Il risultato ribalta molte convinzioni comuni sul frutto “più sano”.

Un detto vuole che una mela al giorno tolga il medico di torno, ma i dati sulle abitudini alimentari britanniche raccontano una storia diversa: nonostante i cesti di frutta pieni nelle case del Regno Unito, solo un adulto su tre riesce davvero a consumare le cinque porzioni quotidiane raccomandate. Per capire quale frutto meriti davvero un posto d’onore nella dieta Tesco, la principale catena di supermercati britannica, ha stilato l’elenco dei dieci frutti freschi più venduti, sottoponendoli poi al giudizio di nutrizionisti e dietisti.

In cima alla classifica per benefici complessivi si piazzano le fragole, ricche di vitamina C, folati e manganese, oltre che di acido ellagico, un antiossidante che secondo alcuni studi di laboratorio avrebbe proprietà antinfiammatorie. Seguono i lamponi, apprezzati per l’apporto di fibre e per i polifenoli che nutrono i batteri intestinali benefici, e i mirtilli, indicati dagli esperti come il frutto più conveniente in termini di rapporto tra antiossidanti e porzione consumata.

Mele toccasana per i denti

Le mele, al quarto posto, si distinguono per i benefici sulla salute dentale: l’atto di morderle stimolerebbe la produzione di saliva, utile a proteggere i denti. Le banane, frutto più acquistato dagli inglesi, offrono invece potassio, vitamine del gruppo B e amido resistente, soprattutto se ancora acerbe, ma la loro consistenza appiccicosa viene segnalata come un possibile rischio per la salute dentale.

Pere, mandarini e arance completano la parte centrale della classifica: le prime per il contenuto di fibra solubile e insolubile, i secondi per un buon apporto di vitamina C e potassio, le terze penalizzate dal fatto che vengono spesso consumate sotto forma di succo, perdendo così gran parte della fibra e favorendo picchi glicemici più rapidi.

Uva e limoni in fondo alla classifica

Chiudono il podio inverso l’uva, ricca di antiossidanti soprattutto nelle varietà rosse e nere ma facile da consumare in eccesso, e la coppia limoni-limette, penalizzata dal fatto che raramente vengono mangiati interi, il che ne riduce l’effettivo beneficio nutrizionale.

Gli esperti concordano su un punto: nessun singolo frutto rappresenta una soluzione miracolosa per la salute. La varietà resta la strategia più efficace, capace di garantire un ventaglio più ampio di nutrienti rispetto al consumo ripetuto di un solo tipo di frutto, per quanto virtuoso.