(New York Times) Non è solo lo zucchero a mettere a rischio i denti: viscosità, acidità e frequenza dei pasti contano quanto il contenuto di saccarosio. Dentisti e ricercatori indicano abitudini semplici — dallo spuntino evitato al tè senza zucchero — capaci di ridurre sensibilmente il rischio di carie.
Quando si parla di salute dentale, la domanda che quasi tutti si pongono prima o poi è la stessa: quali cibi rovinano davvero i denti? Secondo gli esperti, la risposta non è così lineare come si potrebbe pensare. A determinare il danno non è soltanto la quantità di zucchero consumata, ma soprattutto la composizione della flora batterica della bocca e la qualità di ciò che vi si deposita.
Nella cavità orale convivono centinaia di specie batteriche, alcune benefiche, altre dannose. Sono queste ultime a trasformare gli zuccheri in acidi, che nel tempo erodono lo smalto e aprono la strada alla carie. Se l’igiene orale non è costante, i batteri possono formare placca e, in seguito, tartaro, con conseguenze anche per le gengive.
Gli alimenti più insidiosi, spiegano gli specialisti, sono quelli ricchi di saccarosio — dolciumi, bevande zuccherate, succhi concentrati — ma anche i cibi appiccicosi o gommosi, come caramelle morbide o frutta secca, che restano incastrati tra i denti più a lungo, offrendo ai batteri un rifornimento costante di zuccheri da metabolizzare.

Non meno rilevante è l’acidità
Le bibite gassate, comprese le acque frizzanti, e persino caffè e alcolici mescolati a sciroppi, abbassano il pH della bocca sotto la soglia critica di 5,5, il punto in cui lo smalto comincia a demineralizzarsi. Paradossalmente, anche alimenti considerati sani — agrumi, patate, riso, banane — possono contenere zuccheri o acidi capaci di intaccare i denti, sebbene il loro apporto nutrizionale bilanci spesso il rischio.
Gli esperti suggeriscono alcune strategie concrete per limitare i danni. Evitare spuntini frequenti è tra le più efficaci: la saliva impiega circa venti-trenta minuti per raggiungere livelli protettivi dopo ogni pasto, quindi il consumo continuo di cibo o bevande impedisce questo naturale meccanismo di difesa. Meglio dunque concentrare l’assunzione di bevande zuccherate in un unico momento, piuttosto che sorseggiarle nell’arco della giornata, e bere acqua subito dopo per sciacquare i residui.

Anche il consumo di alcol va monitorato
L’alcol può ridurre la salivazione, così come alcune condizioni mediche e farmaci. Tra i rimedi complementari indicati figurano la gomma da masticare senza zucchero a base di xilitolo, che stimola il flusso salivare, e il tè nero o verde, ricco di fluoro.
Resta comunque centrale il controllo dentistico semestrale, utile a intercettare le lesioni prima che degenerino: la carie, ricordano gli specialisti, è la malattia non trasmissibile più diffusa al mondo, ma in gran parte prevenibile con abitudini quotidiane semplici e costanti.
