I tuctuc diventano elettrici

By Paolo Bonanni 9 Luglio 2026 #india #tuctuc

(El Pais) Delhi accelera la transizione verso una mobilità ecologica puntando sull’elettrificazione dei tuctuc, i veicoli a tre ruote largamente utilizzati come mezzo di trasporto “ultimo miglio” nella capitale indiana.

Soffocata da gravi problemi di inquinamento e congestione stradale, Delhi, città di oltre 30 milioni di abitanti, con una qualità dell’aria spesso tra insalubre e pericolosa, cerca con l’elettrificazione dei tuctuc di ridurre traffico e emissioni, riconoscendo allo stesso tempo l’importanza sociale ed economica di questi veicoli.

Le strade di Delhi sono storicamente invase da tuctuc a motore a benzina o diesel, molti dei quali operano in modo informale e senza registrazione statale. Si stima infatti che in tutta l’India circolino circa 1,5 milioni di mototaxi elettrici, ma solo poco più di 150.000 siano ufficialmente riconosciuti. Questi veicoli coprono circa il 4-6% degli spostamenti urbani e rappresentano un sistema di trasporto essenziale per milioni di persone, specialmente per raggiungere stazioni metro in quartieri dove le infrastrutture pedonali sono insufficienti.

Aiuti fiscali e incentivi

Per spingere l’adozione di veicoli a emissioni zero, il governo di Delhi ha introdotto incentivi fiscali, esenzioni da tasse di immatricolazione e ha deciso che i nuovi permessi saranno riservati esclusivamente a veicoli elettrici. I vecchi tuctuc a benzina e diesel vengono progressivamente ritirati. Questo rappresenta un importante passo verso la regolamentazione e il riconoscimento di un sistema che finora è rimasto largamente al di fuori dei confini burocratici, con un enorme impatto ambientale e sociale.

La spinta verso l’elettrificazione non è guidata solo da ragioni ambientali ma anche economiche: il caro carburante rende infatti impraticabile l’uso di veicoli tradizionali a combustibili fossili. La mobilità elettrica è vista come una soluzione a basso costo e ad alto impatto positivo in termini di miglioramento della qualità dell’aria.

Numerosi microfinanziamenti e collaborazioni con banche locali stanno cercando di facilitare l’accesso a prestiti per gli autisti che vogliono sostituire il loro veicolo con modelli elettrici, spesso fuori dalla portata dei crediti tradizionali.

L’India è il terzo maggior emettitore di gas serra al mondo

Non mancano le sfide, soprattutto sul piano della regolamentazione e del riconoscimento formale di questi autisti, molti dei quali lavorano su piattaforme digitali come Uber e godono di un’ampia autonomia lavorativa. La mancanza di normative chiare espone gli operatori a rischi e limita l’accesso a politiche di sostegno pubblico.

Nel contesto delle politiche climatiche globali, il settore dei trasporti popolari a Delhi potrebbe diventare un elemento chiave per l’India, terzo maggior emettitore di gas serra al mondo in valori assoluti. Il trasporto urbano elettrico è infatti una strategia concreta per ridurre l’impatto ambientale, ma ancora poco riconosciuta come azione climatica ufficiale dalle politiche internazionali.

Infine, uno sguardo critico viene rivolto all’approccio al trasporto nel Sud Globale, dove spesso si cerca di imitare modelli europei o statunitensi senza adattarli alle realtà locali. La soluzione ideale risiede nella valorizzazione dei mezzi esistenti, con innovazioni realistiche orientate alla mobilità a basse emissioni e alla tutela degli autisti, pilastri essenziali per una città vivibile come Delhi.