Addio alla plastica usa e getta

(Abc) Parte la rivoluzione degli imballaggi: è entrato in vigore il Regolamento europeo sugli imballaggi: tempi lunghi per bar, ristoranti e consumatori, ma la strada verso il riuso è tracciata con le norme che impongono gradualmente materiali riciclabili, formati riutilizzabili e la fine delle monodosi. Il cambiamento sarà progressivo fino al 2040, con tappe intermedie che riguardano bar, ristoranti, supermercati e il sistema di deposito su lattine e bottiglie.

L’Unione Europea volta pagina nella gestione dei rifiuti da imballaggio. Dal 12 agosto, è entrato in applicazione il Regolamento (UE) 2025/40, noto come PPWR (Regolamento Europeo sugli Imballaggi), che impone a produttori, distributori e aziende una serie di obblighi destinati a ridurre drasticamente l’uso della plastica monouso.

La norma stabilisce che tutti gli imballaggi immessi sul mercato debbano essere riciclabili, ma i criteri tecnici che definiranno il grado di riciclabilità di ciascun imballaggio saranno definiti progressivamente a partire dal 2030, per cui gli effetti più rilevanti si vedranno solo più avanti.

Il cambiamento non sarà immediato. I locali di ristorazione, ad esempio, non dovranno sostituire da subito i propri imballaggi, ma dovranno prepararsi: dal prossimo anno i clienti potranno portare i propri contenitori riutilizzabili per l’asporto senza costi aggiuntivi, e dal 2028 bar e ristoranti saranno obbligati a offrire alternative riutilizzabili, senza poter più abusare degli imballaggi di plastica usa e getta. Non è invece prevista alcuna proibizione equivalente per i privati cittadini, che potranno continuare ad acquistare e utilizzare le monodosi nelle proprie case.

Alcune misure discusse

Tra le norme che hanno acceso una discussione c’è il Sistema di Deposito e Restituzione (SDDR), che introduce un sovrapprezzo di dieci centesimi su lattine e bottiglie di plastica. La misura, però, non è ancora operativa: dovrà essere attuata entro il primo gennaio 2029, quindi il rincaro dei prezzi delle bevande – che passerebbero, ad esempio, da due a due euro e dieci centesimi – non è ancora effettivo.

Chi non restituirà il vuoto perderà semplicemente il deposito versato, senza incorrere in alcuna sanzione. Le modalità di restituzione dipenderanno dai singoli Stati membri, ma la norma prevede che possano occuparsene piccoli esercizi commerciali, supermercati, contenitori speciali e centri di raccolta dedicati.

Etichette comuni

Dal 2028 comparirà anche un’etichettatura comune a livello europeo, che indicherà ai consumatori i materiali che compongono ogni imballaggio e le istruzioni per lo smaltimento corretto, eventualmente tramite codici QR o altri supporti digitali.

Anche le monodosi di ketchup, salse e capsule di caffè saranno interessate: dal gennaio 2030 il Regolamento vieterà alla ristorazione l’uso di questi imballaggi monouso, con l’obiettivo di favorire formati riutilizzabili, sebbene la restrizione riguardi solo l’uso professionale e non quello domestico.

Infine, dal 2030 saranno limitati anche gli imballaggi di plastica monouso per la vendita di frutta e verdura fresca in quantità inferiori a un chilo e mezzo, comprese le vaschette e i sacchetti dei banchi ortofrutta dei supermercati, pur restando aperte alcune eccezioni per motivi igienici e per evitare lo spreco alimentare.