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Se il tuo cane non è un genio

Posted on 27 Aprile 202626 Aprile 2026 by Paolo Bonanni

(mynewsroom.it) Molti proprietari sono convinti di vivere con dei piccoli geni a quattro zampe, ma la scienza suggerisce che la mediocrità cognitiva possa essere il vero segreto per un animale domestico perfetto perché l’intelligenza non è tutto.

 Il dibattito sulle capacità cognitive dei cani è tornato sotto i riflettori dopo la pubblicazione di storie riguardanti “rari talenti linguistici” capaci di imparare centinaia di nomi di giocattoli. Tuttavia, la reazione del pubblico ha rivelato un fenomeno curioso: una valanga di proprietari convinti che anche il proprio Fido sia un prodigio.

Secondo gli esperti, siamo di fronte a una versione canina dell’effetto “Lake Wobegon”, un pregiudizio cognitivo che ci spinge a sovrastimare le capacità dei nostri cari rispetto alla media.

Mentre la ricerca ha effettivamente dimostrato che i cani possiedono abilità sofisticate — come la comprensione di gesti umani, la permanenza degli oggetti e una rudimentale “teoria della mente” — le aspettative dei proprietari sembrano aver superato i dati scientifici.

Cani e padroni

In uno studio del 2013, quasi la metà degli intervistati paragonava l’intelligenza dei cani a quella di bambini tra i 3 e i 5 anni. Circa il 5% ha persino sostenuto che i cani abbiano capacità pari a un sedicenne. Ma un sondaggio YouGov del 2025 ha confermato che due terzi dei proprietari ritiene il proprio cane più intelligente della media.

C’è però un dubbio controcorrente: l’intelligenza estrema è davvero un vantaggio per un animale da compagnia? I cani (e i gatti) molto intelligenti possono rivelarsi estremamente impegnativi. Richiedono stimoli costanti e, se annoiati, possono diventare distruttivi o frustrati.

C’è l’esempio della gatta Juniper, talmente brillante da risolvere rompicapi in pochi secondi, costringendo i padroni a continue e faticose strategie di intrattenimento per evitare che metta a soqquadro la casa.

Il fascino della semplicità

Al polo opposto si trova Watson, un cane che “brilla” per la sua mancanza di doti accademiche. Watson non capisce i gesti, ignora i comandi complessi e sembra confuso dai programmi quotidiani che segue da dieci anni. Eppure, Watson eccelle in ciò che conta davvero: si è adattato perfettamente alla sua “nicchia ecologica” domestica, riconosce il suono della friggitrice ad aria ed è un esperto nel recuperare avanzi di pizza per strada.

Ma l’importante è l’affetto

In definitiva, l’eccellenza dei cani non risiede nel loro vocabolario, ma nella loro straordinaria capacità di creare legami affettivi. Non serve un compagno che sappia risolvere le parole crociate, ma uno che sappia accoccolarsi accanto a noi mentre le facciamo. La vera dote dei nostri amici a quattro zampe è la dolcezza, non il quoziente intellettivo.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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