Un’estate senza zanzare

By Paolo Bonanni 4 Agosto 2026 #zanzare

(Abc) Il caldo estremo si può ritorcere contro gli insetti: studi internazionali rivelano che le temperature record riducono la sopravvivenza e la capacità riproduttiva delle zanzare, smentendo l’idea che il cambiamento climatico porti automaticamente più insetti ovunque. La tregua, però, è temporanea: bastano pioggia e umidità per far tornare le popolazioni ai livelli precedenti in pochi giorni.

Prima che i termometri superassero i 40 gradi e le notti smettessero di offrire sollievo, il ronzio di una zanzara bastava a segnare l’arrivo dell’estate. Quest’anno, durante le ondate di calore più intense, molti cittadini hanno notato qualcosa di inatteso: gli insetti sembrano essersi diradati. Non si tratta di una semplice impressione soggettiva.

Da anni si ripete che il cambiamento climatico porterà più zanzare e, con esse, più malattie trasmesse da vettori. L’affermazione è corretta solo in parte. L’aumento delle temperature permette effettivamente a specie come la zanzara tigre (Aedes albopictus) di espandersi verso latitudini prima inospitali e di restare attiva più a lungo durante l’anno.

Ma la relazione tra calore e proliferazione non è lineare: il caldo favorisce le popolazioni solo fino a un punto ottimale, oltre il quale la curva si inverte.

A trenta gradi…

Diversi studi recenti confermano che le temperature estreme riducono la sopravvivenza degli adulti e la capacità riproduttiva delle femmine, facendo calare il numero di esemplari che raggiungono l’età adulta. Una ricerca condotta nel sud della Spagna ha mostrato, attraverso modelli di apprendimento automatico, che superati i 30 gradi le popolazioni smettono di crescere e iniziano a diminuire.

Un altro studio sudcoreano, basato su sei anni di catture reali nell’area metropolitana di Incheon, ha individuato un intervallo ottimale tra 23,5 e 26,4 gradi: oltre le soglie più estreme, l’abbondanza della comune Culex pipiens è crollata di circa il 66% rispetto ai livelli normali.

Temperatura e ambiente

La spiegazione risiede nella natura ectoterma di questi insetti, la cui temperatura corporea dipende interamente dall’ambiente. Il calore eccessivo accelera il metabolismo, aumenta il fabbisogno energetico e accorcia la vita degli adulti, riducendo il numero di deposizioni. Anche la siccità gioca un ruolo decisivo: quando le pozze d’acqua stagnante evaporano, scompaiono anche i siti dove le larve completano il proprio ciclo.

Gli esperti mettono comunque in guardia da letture eccessivamente ottimistiche. La tregua è temporanea: appena le temperature scendono e tornano le piogge o l’umidità, le popolazioni possono recuperare con estrema rapidità, poiché migliaia di uova, capaci di resistere a lunghi periodi di secchezza, possono schiudersi quasi simultaneamente non appena l’acqua si accumula per alcuni giorni.