La febbre delle proteine

By Paolo Bonanni 26 Agosto 2026 #proteine

(Le Point) Il mercato dei prodotti iperproteici cresce a ritmi vertiginosi, ma gli esperti avvertono che i benefici promessi non trovano conferma scientifica. Infatti consumare più proteine del necessario non costruisce muscoli per magia e, secondo alcuni specialisti, potrebbe persino affaticare i reni nel lungo periodo.

Dopo la stagione dei prodotti “light” e di quelli “senza” glutine o lattosio, è ora il turno della proteina a invadere gli scaffali dei supermercati. Barrette, cereali, biscotti, pasta, yogurt, latte, formaggi, persino l’acqua: la cosiddetta “proteinomania” ha conquistato ogni reparto alimentare. Un’inchiesta della rivista francese “Que Choisir” ha censito oltre duecento referenze di questi prodotti in nove punti vendita, mentre il settore dovrebbe registrare in Francia una crescita annua superiore al 10% nel prossimo decennio. Nel frattempo, alimenti grezzi naturalmente ricchi di proteine, economici e salutari come uova e sardine, si trovano sempre più spesso esauriti.

Un tempo appannaggio degli sportivi d’élite, l’alimentazione iperproteica è entrata nelle case di tutti, spinta soprattutto dai social network. Gli influencer, attenti alla forma fisica, hanno diffuso l’idea che l’abbondanza di proteine sia la chiave per sentirsi sazi, restare magri e sviluppare muscoli. Un’idea che gli esperti ridimensionano nettamente.

La spinta degli influencer

Per un adulto, la dose raccomandata resta di 0,8 grammi di proteine per chilo di peso corporeo al giorno, cifra ben distante da quella proposta da alcuni influencer diventati imprenditori del settore. Un obiettivo facilmente raggiungibile con la dieta comune: una porzione di carne o equivalente, uno o due prodotti caseari e dei cereali bastano a coprirlo. I francesi, in media, ne assumono già 1,3 grammi per chilo, ben oltre il fabbisogno. Anche chi pratica sport regolarmente, secondo i nutrizionisti, non supera 1,2 grammi per chilo di reale necessità.

Il punto centrale, ricordano gli esperti, è che la massa muscolare si costruisce con lo sforzo fisico, non con l’assunzione di nutrienti isolati: è lo stress meccanico dell’esercizio a stimolare la crescita delle fibre. L’eccesso proteico, al contrario, viene semplicemente smaltito attraverso le urine sotto forma di urea, senza alcun beneficio aggiuntivo.

Attenersi alle dosi raccomandate

Una revisione pubblicata a fine luglio sulla rivista Cell Press Blue, che ha analizzato 350 studi su regimi proteici di animali e uomini, suggerisce che rispettare le dosi raccomandate, senza superarle, sia sufficiente a migliorare indicatori di salute come la massa grassa e la glicemia a digiuno.

I ricercatori mettono inoltre in guardia contro l’approccio “riduzionista” che isola i nutrienti dal contesto alimentare complessivo, spesso a favore di prodotti ultratrasformati arricchiti con isolati proteici.

Non mancano i rischi: un consumo eccessivo e prolungato di proteine potrebbe mettere a dura prova i reni, specialmente dopo i sessant’anni o in presenza di ipertensione e farmaci assunti regolarmente. La raccomandazione degli specialisti è chiara: attenersi alle dosi raccomandate e diffidare delle promesse pubblicitarie.