(mynewsroom.it) Gli Stati Uniti devono fare i conti con un debito da 40mila miliardi. Tra tagli alla spesa e aumenti delle tasse, la classe politica americana rinvia scelte impopolari che il mercato non è più disposto ad aspettare. E il mercato dei bond punisce Washington: rendimenti ai massimi da vent’anni, mentre il Tesoro tenta di rassicurare gli investitori.
Dopo decenni di spesa pubblica senza freni, l’America sembra aver raggiunto un punto di svolta. Il debito federale, cresciuto anno dopo anno senza che gli avvertimenti su una resa dei conti imminente producessero effetti concreti, ha superato i 40mila miliardi di dollari, accompagnato da deficit annuali di livello critico che impongono nuovo massiccio indebitamento.
La scorsa settimana la vendita di titoli di Stato ha spinto i costi di finanziamento del governo ai livelli più alti in quasi vent’anni, con il rendimento del Treasury trentennale che venerdì ha superato il 5,27%, segnale che il piano del segretario al Tesoro Scott Bessent per calmare i mercati non sta funzionando. Per Adam Abbas di Oakmark Funds, il mercato obbligazionario starebbe segnalando l’urgenza di scelte dolorose: aumentare le tasse o tagliare la spesa, opzioni entrambe impopolari ma ormai improrogabili.
Gli osservatori sottolineano che il fenomeno non è isolato: il debito globale ha toccato quest’anno un record di 353mila miliardi di dollari, più del triplo del prodotto mondiale. A differenza della crisi dei mutui subprime del 2008, l’attuale ondata di indebitamento è legata a governi che hanno finanziato la ripresa post-crisi e la pandemia, mentre nazioni più povere si sono indebitate per affrontare i costi energetici e alimentari legati ai conflitti in Ucraina e Iran.

Mille miliardi di interessi
Negli Stati Uniti pesano inoltre fattori strutturali: rallentamento della crescita della forza lavoro per l’invecchiamento demografico, calo dell’immigrazione e dazi commerciali che generano nuove pressioni sui prezzi. Il governo spende oggi oltre mille miliardi di dollari l’anno solo in interessi sul debito pubblico, una cifra superiore a quanto destinato a Medicare.
Sul piano politico, il tentativo dell’amministrazione Trump di ridurre la spesa attraverso il Dipartimento per l’Efficienza Governativa guidato da Elon Musk ha prodotto risparmi giudicati modesti rispetto alle attese.
Alcuni parlamentari, come il repubblicano John Curtis, hanno proposto una commissione bipartisan per riportare il debito sotto il 100% del PIL entro il 2039, ma iniziative simili faticano a trovare slancio concreto al Congresso.

E le pensioni…
Sullo sfondo resta la questione previdenziale: secondo le proiezioni, il fondo della Social Security rischia di esaurire le risorse necessarie a garantire prestazioni piene entro il 2032, con un possibile taglio automatico dei benefici del 23%. Gli esperti concordano che una combinazione di maggiori entrate fiscali e riduzione delle prestazioni sia inevitabile, ma pochi credono che Washington sia pronta ad agire prima che la pressione dei mercati renda la scelta obbligata.
