Il mondo contro le zanzare

(Courrier international) In tutto il mondo cresce l’arsenale contro le zanzare vettori di malattie: dai droni militari dello Sri Lanka ai robot di Singapore, fino alle intelligenze artificiali capaci di riconoscere il ronzio pericoloso. Tra biotecnologie, repellenti naturali e comitati di quartiere, la lotta alle zanzare diventa sempre più ingegnosa e globale, ma i risultati restano ancora disomogenei.

Di fronte all’espansione delle zanzare vettrici di dengue, malaria e altre malattie, governi, ricercatori e cittadini di tutto il pianeta stanno moltiplicando le strategie di contrasto, spesso ricorrendo a soluzioni sorprendenti.

Nello Sri Lanka, dove l’epidemia di dengue ha già causato decine di migliaia di casi nel 2026, le autorità hanno scelto la via militare: droni e soldati sono stati mobilitati per individuare i focolai di riproduzione sui tetti, nelle scuole e nei cantieri, portando all’identificazione di migliaia di siti a rischio e alla sanzione delle strutture inadempienti.

Singapore, pioniera in questo campo, festeggia invece i dieci anni del suo programma “Debug”: il rilascio settimanale di milioni di zanzare maschio portatrici del batterio Wolbachia ha permesso di ridurre drasticamente la popolazione di Aedes aegypti, contribuendo quest’anno al numero più basso di casi di dengue registrato da vent’anni.

Il successo si accompagna a sorveglianza, campagne educative e sanzioni severe per chi lascia ristagnare l’acqua. La città-stato può inoltre contare su due robot sviluppati dall’università SUTD: uno, delle dimensioni di una scatola da scarpe, raggiunge spazi stretti per applicare larvicidi a distanza; l’altro, una sorta di drago volante autonomo, attira gli insetti con luce ultravioletta e feromoni prima di catturarli.

Arriva l’erba gatta

Sul fronte dei repellenti naturali, uno studio condotto in Uganda e Galles ha mostrato che una lozione a base di erba gatta, con il 6% di olio essenziale, risulta efficace quanto il DEET, la sostanza chimica più diffusa ma anche più costosa: una scoperta che potrebbe avere un impatto significativo in Africa, dove si concentra la quasi totalità dei decessi da malaria.

In Cina, un parco alla periferia di Pechino ha sperimentato un modello integrato che combina gas attrattivi, lampade solari e piante repellenti come menta e campanula, riuscendo a catturare oltre ventimila zanzare al giorno.

Droni con il sonar

In Francia, la start-up Tornyol sta invece sviluppando un drone dotato di sonar in grado di riconoscere il battito d’ali degli insetti e neutralizzarli con le eliche, mentre in Australia un ricercatore dell’università di Wollongong ha messo a punto un sistema di intelligenza artificiale a basso consumo capace di distinguere, dal ronzio, le specie pericolose da quelle innocue, con una precisione dichiarata dell’88%.

Infine, negli Stati Uniti, l’iniziativa dal basso resta un’arma importante: a Washington una residente frustrata dall’assenza di risposte istituzionali ha fondato un comitato di quartiere che oggi coinvolge duemila famiglie, impegnate a installare trappole elettriche e a eliminare l’acqua stagnante.