(mynewsroom.it) Duecentosessanta chilometri da Porto a Santiago, tra dune, foreste e villaggi di pescatori: nel 2025 sono stati oltre mezzo milione i pellegrini registrati a Santiago, e per la prima volta la rotta portoghese supera quella costiera come seconda scelta dopo il Camino Francés.
Undici giorni, poco più di 260 chilometri, un binocolo puntato sull’Atlantico e la tentazione, mai del tutto vinta, di portarsi dietro il cellulare come compagno di viaggio: è il bilancio del Cammino portoghese per chi percorre la via da Porto a Santiago de Compostela alternando la costa del litorale e le campagne più interne della Galizia.
Sembra nascere anche dalla voglia di emulazione scatenata da molti racconti come quelli di Paulo Coelho e Shirley MacLaine dedicati al cammino che hanno contribuito a trasformare un’antica pratica devozionale in un fenomeno di massa che continua a crescere.

Tutto parte dal IX secolo
La leggenda che sta all’origine di tutto risale al IX secolo, quando in Galizia vennero presentate le presunte spoglie dell’apostolo Giacomo il Maggiore, portate — secondo la tradizione — dalla Terra Santa fino alla penisola iberica. Nel Medioevo la figura di Giacomo assunse anche un ruolo politico, diventando il simbolo della riconquista cristiana contro gli insediamenti musulmani, un’eredità che il franchismo strumentalizzò più tardi per fini nazionalisti. Solo il viaggio di Giovanni Paolo II del 1987 diede avvio al boom turistico-religioso che conosciamo oggi.

Oltre 26mila italiani in cammino
I numeri confermano la portata del fenomeno: nel 2025 l’ufficio pellegrini di Santiago ha registrato oltre mezzo milione di arrivi, in maggioranza donne, con quasi un pellegrino su due partito dal classico Camino Francés e più di un terzo transitato proprio per la via portoghese, ormai stabilmente davanti al percorso costiero. L’Italia con 26.500 pellegrini si colloca al terzo posto tra i Paesi di provenienza a Compostela, con il 5% del totale, dietro la Spagna (43%) e gli Stati Uniti (8,3%), e davanti alla Germania (4,6%).
Dietro ai chilometri, ci sono motivazioni che vanno oltre la fede: la ricerca di sé, il bisogno di natura, la sfida sportiva, ma anche l’elaborazione di lutti, separazioni o crisi professionali. Il cammino, insomma, resta un luogo dove porsi le domande più grandi, anche quando ci si arriva con zaino leggero, e-bike a noleggio o bagagli spediti in avanti da un albergo all’altro. Un lusso impensabile vent’anni fa, quando bastava — o quasi — un paio di scarpe buone e la voglia di camminare.
