(myneewsroom.it) Il debutto de “L’Odissea” di Christopher Nolan, primo film girato interamente in Imax 70mm, scatena una corsa al biglietto in tutta Europa. Dietro l’entusiasmo tecnico si intravede anche una strategia di marketing ben calibrata.
C’è un film che sta riempiendo le sale come non accadeva da tempo, ed è “L’Odissea” di Christopher Nolan. Non si tratta solo del richiamo del regista, ma di un dettaglio tecnico che ha acceso l’entusiasmo dei cinefili di tutta Europa: la pellicola è la prima opera cinematografica girata interamente in formato Imax 70mm, uno standard tanto raro quanto spettacolare. Al mondo sono appena una quarantina le sale dotate del proiettore necessario a proiettarlo, e in Europa la lista si riduce a pochissimi indirizzi. Numeri che raccontano da soli l’eccezionalità dell’evento: la sola bobina del film misura 17,4 chilometri e pesa 385 chilogrammi, per un allestimento complessivo di quasi 2,5 tonnellate.
Il fascino del formato sta soprattutto nella qualità dell’immagine. Il fotogramma Imax 70mm è molto più ampio rispetto al classico 35mm, e questo permette di catturare e proiettare una densità di dettagli senza precedenti. Gli schermi, del resto, sono all’altezza dell’ambizione: 27 metri di base per 19 di altezza, oltre 500 metri quadrati di superficie, con una risoluzione stimata attorno ai 18K, ben oltre il 4K dei moderni televisori domestici.

In Italia solo simil-Imax
Il vero e proprio Imax non esiste in Italia: ad esempio l’Arcadia di Melzo, in Lombardia, può proiettare in 70mm ma non ha il formato Imax mentre le sale Imax di UCI Cinema nelle varie regioni sono digitali. Altre sale “Imax” si trovano a Orio al Serio, Pioltello e Sesto San Giovanni (Lombardia), Verona (Veneto), Campi Bisenzio (Toscana), Porta di Roma e UCI Luxe Maximo a Roma (Lazio), Afragola (Campania).
Un’esperienza che, tuttavia, ha un prezzo. Il biglietto per una proiezione in Imax 70mm in Italia costa 13/15 euro nulla rispetto ai31 euro chiesti a Bruxelles e Londra. costa 31,20 euro, più del doppio rispetto a una sala tradizionale. Un costo che non sembra scoraggiare il pubblico con le proiezioni già sold out almeno fino ai primi giorni di settembre.

La concorrenza dello streaming
Dietro questo fenomeno si intravede una posta in gioco più ampia per l’industria cinematografica. Da un decennio le sale devono fare i conti con la concorrenza delle piattaforme di streaming e dei proiettori domestici sempre più performanti. Il formato Imax 70mm, con la sua promessa di spettacolo sensoriale e impatto visivo fuori dal comune, rappresenta uno dei tentativi degli esercenti di riposizionare l’andare al cinema come un’esperienza premium, paragonabile a un concerto o a un grande evento dal vivo.
Resta però da capire se questo modello sia davvero replicabile su larga scala: la maggior parte delle sale non dispone degli spazi necessari per ospitare schermi di tali dimensioni, e i costi di gestione del formato restano comunque elevati.
