(Washington Post) I videogiochi, un passatempo globale che coinvolge un terzo dell’umanità, sono sotto i riflettori per il loro significativo impatto ambientale.
Con oltre 3 miliardi di persone che giocano su dispositivi di vario tipo, il consumo energetico di questa industria è diventato una preoccupazione crescente, soprattutto in un’era segnata dalla crisi climatica. Il consumo di elettricità legato ai videogiochi è considerevole, superando quello di interi Paesi di medie dimensioni. Nel 2018, si stimava un consumo di 75 terawattora (TWh), su un consumo globale di 22.848 TWh. Solo negli Stati Uniti, le emissioni di gas serra generate dai videogiochi superano quelle di 5 milioni di automobili. Con un numero di giocatori in continua crescita e dispositivi sempre più potenti, la questione ambientale non può essere ignorata.

La corsa alla grafica e il dilemma energetico
La competizione tra gli studi per offrire grafiche sempre più realistiche ha portato a un aumento esponenziale della potenza delle console e dei PC, con conseguente maggiore consumo energetico. In soli dieci anni, la risoluzione delle console di fascia alta è passata da 2 milioni a 33 milioni di pixel. Questo progresso, sebbene apprezzato dai giocatori, solleva interrogativi sulla sua sostenibilità. Si è innescato un ciclo di sofisticazione continua, con risultati di volta in volta meno percepibili dall’utente medio.

Strategie per ridurre l’impatto ambientale
Fortunatamente, l’industria sta prendendo coscienza del problema e sta adottando diverse strategie per ridurre il consumo energetico:
Ottimizzazione del software: gli sviluppatori stanno lavorando per ottimizzare i giochi, riducendo il carico sulla GPU e la CPU e quindi il consumo di energia. Ad esempio, il gioco Fortnite ha ridotto la qualità grafica prima dell’inizio delle partite per risparmiare energia. The Elder Scrolls Online riduce il consumo quando un menu è aperto o il giocatore è inattivo.
Modalità a basso consumo: le console Xbox e PlayStation sono state aggiornate con modalità a basso consumo che entrano in funzione durante le pause di gioco, riducendo significativamente il consumo.
Hardware più efficiente: le console portatili, come la Nintendo Switch, consumano significativamente meno energia rispetto alle console fisse.
Utilizzo di energia rinnovabile: Microsoft ha implementato strumenti per misurare il consumo energetico dei giochi e per utilizzare energia rinnovabile quando disponibile. L’azienda afferma che le sue console sono in grado di accedere ai dati regionali sull’intensità carbonica della rete elettrica.
Collaborazione e sensibilizzazione: le Nazioni Unite hanno creato l’alleanza “Playing for the Planet”, che riunisce i principali attori del settore e promuove iniziative come il “Green Game Jam” per sensibilizzare i giocatori e gli sviluppatori sul tema del cambiamento climatico.
