(Conde Nast Traveller) Mentre Maiorca e Ibiza attirano le grandi folle, la “sorella minore” dell’arcipelago conquista i viaggiatori più esigenti con un mix irresistibile di natura incontaminata, design contemporaneo e tradizioni secolari.
Minorca non è solo mare, ma un mosaico di influenze francesi, britanniche e catalane. A Mahón, la maestosa Cattedrale di Santa Maria domina la scena: qui, tra giugno e ottobre, è possibile assistere a suggestivi recital d’organo su uno strumento monumentale da oltre 3.000 canne.

Il fermento culturale si è spostato anche sull’Isla del Rey, dove l’apertura della galleria Hauser&Wirth ha trasformato un’area abbandonata in un polo d’arte d’avanguardia. Oltre alle mostre, il sito ospita un laboratorio educativo e un antico ospedale militare dal fascino quasi spettrale. Per chi preferisce la storia cittadina, Ca’n Oliver a Mahón offre un’immersione nell’aristocrazia del XVIII secolo, mentre a Ciutadella il Palacio Olivar sembra rimasto sospeso nel tempo.

Sapori locali: dai mercati alla pasticceria
L’enogastronomia è il cuore pulsante dell’isola. Nei mercati di Ciutadella e Mahón, la vita scorre tra banchi di pesce fresco e chiacchiere locali. È d’obbligo una sosta da Ulisses, wine bar chic a Ciutadella, o una tappa alla Herbera Bakery per assaggiare la tipica ensaimada, il dolce tradizionale spolverato di zucchero. Per chi cerca un tocco moderno, la panetteria Pigalle a Mahón propone una versione più sfogliata e d’ispirazione francese.

La nuova frontiera dell’ospitalità minorchina è rappresentata da luoghi come Nonna Bazaar, una tenuta di 400 ettari dove la cena “farm-to-fork” evolve in serate animate da DJ set sotto le stelle. Per il classico tramonto sul mare, i locali consigliano En Caragol per una cena raffinata o il rustico Cap Roig, arroccato su una scogliera e celebre per le sue abbondanti paellas.

Cale turchesi e sentieri storici
Le spiagge rimangono l’attrazione principale, con le cale del sud famose per le acque turchesi e la sabbia finissima. Località come Cala Mitjana o Playa Son Saura richiedono arrivi mattinieri a causa del numero limitato di visitatori.

Per gli amanti dell’avventura, il Camí de Cavalls permette di circumnavigare l’intera isola a piedi o a cavallo. Chi cerca invece una vista panoramica può salire sul Monte Toro, il punto più alto di Minorca, da cui la vista spazia sull’intero perimetro costiero.

L’isola sta anche vivendo una rinascita del settore alberghiero con boutique hotel che privilegiano il relax e il design. Dalle nuove aperture come Vestige Binidufa e Son Ermita nel nord incontaminato, ai ritiri rurali come Menorca Experimental, fino all’eleganza cittadina di Cristine Bedfor a Mahón, Minorca si conferma una destinazione dove il tempo sembra essersi fermato, pur guardando con stile al futuro.

