Il mistero del “Pesce dell’Apocalisse”

(Matin du Dimanche) Tra antiche leggende e realtà scientifica continua a occupare un posto unico nell’immaginario collettivo la vita del Régalec.

Il Régalec, popolarmente noto come “Pesce dell’Apocalisse” o Pesce Serpente, continua a occupare un posto unico nell’immaginario collettivo, sospeso tra il timore reverenziale e il rigore della ricerca biologica. Questa creatura degli abissi, caratterizzata da una forma serpentiforme e dimensioni che possono superare gli 11 metri, è da secoli protagonista di presagi nefasti.

Nel folklore giapponese, il Régalec è venerato con il nome di ryugu no tsukai, ovvero l’inviato del dio drago del mare, Ryujin. Secondo la mitologia shintoista, questo pesce abiterebbe i palazzi di corallo e perle situati nelle profondità oceaniche, fungendo da tramite tra il regno sottomarino e il mondo di superficie.

La sua figura è intrinsecamente legata a racconti popolari malinconici, come la storia del pescatore Urashima. In questa narrazione, l’incontro con il Régalec avviene nel palazzo del dio drago; tuttavia, il ritorno del protagonista in superficie si rivela tragico: a causa di una differente percezione temporale, sono trascorsi tre secoli, condannandolo a una fine drammatica.

La smentita della scienza

La fama sinistra del Régalec deriva dalla sua comparsa documentata in concomitanza con disastri naturali, come lo tsunami di Fukushima del 2011 o il sisma di Los Angeles nel 2024. Questa coincidenza ha alimentato la credenza che lo spiaggiamento dell’animale sia un presagio di terremoti imminenti.

Tuttavia, la sismologia moderna e la biologia marina hanno categoricamente smentito tale nesso. Un’analisi condotta dal team di Yoshiaki Orihara su 371 avvistamenti tra il 1923 e il 2011 ha dimostrato l’assenza di una correlazione sistematica tra il comportamento del pesce e l’attività sismica.

Un gigante inoffensivo

Al di là del mito, il Régalec è descritto dagli scienziati come l'”ambasciatore della zona crepuscolare”. Abita profondità comprese tra i 200 e i 1000 metri e possiede caratteristiche biologiche affascinanti:

Tecnica di caccia: nuota in posizione verticale per individuare le ombre delle prede controluce grazie a occhi sproporzionati.


Alimentazione: nonostante le dimensioni imponenti, è privo di denti e del tutto inoffensivo per l’uomo, nutrendosi esclusivamente di krill e piccoli crostacei.


Presenza globale: vive in molti oceani e anche nel Mar Mediterraneo.


Le ragioni della sua risalita in superficie restano oggetto di studio, ma potrebbero essere legate a variazioni termiche o allo spostamento delle correnti che trascinano le sue prede. In definitiva, sebbene la scienza abbia ridimensionato il suo potere profetico, il Régalec rimane un simbolo potente della nostra attrazione verso l’ignoto degli abissi.