
La bella “stampante umana” di Trump – Natalie Harp, 35 anni, è diventata una delle figure più vicine al presidente Usa: gli garantisce accesso costante ai documenti e ai leader mondiali, senza mai fermarsi, nemmeno la domenica. Ma tra post su Truth e social dettati parola per parola e lettere personali al presidente, l’intensità del legame tra Harp e Trump solleva interrogativi che vanno oltre i semplici gossip di palazzo.
Non conosce giorni di riposo. Nemmeno la domenica interrompe la sua routine al fianco del presidente degli Stati Uniti. Natalie Harp, 35 anni, si è ritagliata negli ultimi mesi un ruolo tanto discreto quanto centrale nell’entourage di Donald Trump, diventando una delle persone con l’accesso più diretto e costante al mandatario americano.
Il suo compito quotidiano combina elementi pratici e strategici: mantiene i contatti con i leader mondiali per conto del presidente e porta sempre con sé una stampante portatile, strumento che le è valso il soprannome di “stampante umana” tra i colleghi.
Ma il ruolo di Harp va oltre l’assistenza materiale: è lei che, su dettatura diretta di Trump, digita e pubblica buona parte dei suoi post su Truth Social. Un compito talmente pervasivo che, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico “The Telegraph”, alcuni collaboratori della Casa Bianca avrebbero iniziato a confondersi su se i contenuti pubblicati riflettessero “la sua voce o quella di Trump”, tanto le due si sarebbero fuse in una sola.
Dietro questa dedizione assoluta si cela anche una storia personale: Harp ha affrontato un cancro alle ossa e attribuisce alla legge “Right to Try”, promossa da Trump, una possibilità concreta di sopravvivenza. Da quell’esperienza è nato un legame che si è progressivamente rafforzato, alimentato anche da una corrispondenza privata tra i due.
La vicenda è esplosa pubblicamente quando il senatore democratico Jon Ossoff ha citato Harp in un comizio, accusando Trump di anteporre i viaggi in sua compagnia agli impegni istituzionali, dopo che lei era tra i pochissimi che lo avevano accompagnato nel cambio segreto di aereo in Turchia per evitare possibili attentati.
