Il ritmo lento di Ischia

By Paolo Bonanni 20 Agosto 2026 #ischia

(Abc) Tra miti greci, imperatori romani e dive di Hollywood, la terza isola del Golfo di Napoli in cui  il tempo dimentica di consumarsi custodisce un fascino che attraversa i secoli senza esaurirsi tra acque termali leggendarie, ville d’autore e una cucina gelosamente tramandata.

Quando la costa di Napoli si mostra limpida, tre isole si stagliano all’orizzonte: Capri, elegante e inarrivabile; Procida, piccola e selvaggia; Ischia, la più verde e la più enigmatica delle tre. È qui che tramonta il sole sul Mediterraneo, ed è qui che secoli di storia hanno lasciato tracce indelebili, dai miti dell’antica Grecia fino ai capricci delle star del cinema.

La leggenda vuole che l’isola sia nata dall’ira di Zeus, che imprigionò il gigante Tifone sotto il monte Epomeo: le sue lacrime di rabbia si sarebbero trasformate nelle sorgenti termali che ancora oggi sgorgano dal sottosuolo.

Per Omero, Ischia era la mitica Scheria, ultima tappa di Ulisse prima di Itaca, dove il naufrago fu accolto dal re dei Feaci. Le proprietà curative delle sue acque, già celebrate da Plinio il Vecchio, attirarono nei secoli figure come l’imperatore Ottaviano Augusto e Marco Aurelio.

Una terra raccontata dai grandi scrittori

L’isola, nata dal fondale marino per accumulo di eruzioni vulcaniche, conserva ancora testimonianze archeologiche di rilievo, come una coppa di ceramica greca rinvenuta negli anni Cinquanta in una necropoli, incisa con un’iscrizione che rimanda all’Iliade. Nel tempo Ischia ha sedotto anche artisti e scrittori: Luchino Visconti vi acquistò e ristrutturò una villa battezzata “La Colombaia”, diventata oggi casa museo dopo esservi state custodite le sue ceneri; Truman Capote vi soggiornò nel 1949, raccogliendone impressioni nei suoi diari di viaggio; Hergé vi ambientò un’avventura incompiuta di Tintin, mentre più di recente la scrittrice Elena Ferrante ne ha fatto lo scenario de “L’amica geniale”.

Il bacio di Cleopatra

Il momento di maggiore notorietà mediatica risale al 1962, quando l’isola ospitò le riprese di “Cleopatra”: fu allora che un fotografo immortalò Elizabeth Taylor e Richard Burton in un bacio clandestino a bordo di uno yacht, scatenando un’asta tra le testate di Stati Uniti e Regno Unito per aggiudicarsi le immagini.

Oggi Ischia conserva il suo ritmo lento, scandito da tramonti che accendono il cielo sopra la candida chiesa del Soccorso e da un litorale di 34 chilometri percorribile in scooter o con le utilitarie che meglio si adattano alle sue strade strette.

La gastronomia locale, dal coniglio all’ischitana al liquore di rucola, resta un rito quasi sacro, mentre le terme, care fin dall’antichità, continuano a definire l’identità di un’isola che promette non un paradiso perfetto, ma la certezza di potervi sempre fare ritorno.