Il caldo accende la rabbia

By Paolo Bonanni 17 Agosto 2026 #caldo #rabbia

(Neue Zurcher Zeitung) Quando il termometro sale, la violenza pure. Dagli omicidi alle liti in strada, dai cartellini rossi nello sport agli insulti online: la scienza conferma che le alte temperature rendono le persone più aggressive, in un fenomeno che riguarda anche gli animali.

Che l’afa renda nervosi lo sa chiunque abbia mai litigato al volante durante un’ondata di calore. Ma dietro questa sensazione comune si nasconde un fenomeno che la scienza documenta da tempo ora anche con il progetto di ricerca “Hothead” che analizza da anni la relazione tra temperatura e aggressività.

I dati raccolti sono impressionanti: per ogni grado di temperatura in più, gli omicidi aumentano dell’1%, mentre i suicidi crescono del 2%. Il legame non riguarda solo la violenza estrema: negli sport di squadra si moltiplicano falli e cartellini rossi, gli automobilisti diventano più nervosi al clacson e più inclini agli incidenti, e persino gli insulti sui social media aumentano con il caldo.

L’effetto cresce progressivamente a partire dai 15 gradi centigradi fino a un plateau attorno ai 30 gradi, oltre il quale l’aggressività non aumenta ulteriormente. Non è un caso che l’italiano, come il tedesco, conservi nel linguaggio tracce antichissime di questa intuizione: espressioni come “sangue caldo” o “testa calda” raccontano un nesso noto da millenni, ben prima che la scienza provasse a misurarlo.

Un fenomeno anche animale

Sorprendentemente, il fenomeno non è esclusivo della specie umana. Esperimenti di laboratorio hanno mostrato che i ratti si azzuffano dieci volte più spesso se tenuti a 31 gradi anziché a 20 per alcune ore, e anche cani, anfibi e persino i pesci diventano più bellicosi con il caldo.

Le ipotesi sul perché questo accada non mancano. Una possibilità è che esista una connessione neurologica diretta tra le regioni cerebrali che regolano la temperatura corporea e quelle che controllano l’aggressività, come l’ipotalamo e l’amigdala.

Altre teorie più datate, come quella dell'”irritazione da calore” o della “routine activity”, non reggono però a un esame rigoroso: non spiegano ad esempio perché aumenti anche il tasso di suicidi, una forma di aggressione rivolta verso sé stessi.

Guai per chi ha il sistema nervoso fragile

Le conseguenze pratiche non sono trascurabili, soprattutto per chi ha già un sistema nervoso fragile: durante le ondate di calore i ricoveri psichiatrici aumentano nettamente e tra i pazienti affetti da demenza i decessi arrivano a triplicarsi.

Di fronte a un fenomeno le cui radici restano in gran parte oscure, il consiglio è pragmatico: bere molto, cercare luoghi freschi, e soprattutto evitare di giudicare i propri stati d’animo nei giorni più caldi, mostrandosi più tolleranti con sé stessi e con gli altri, un’accortezza che, con il riscaldamento globale in corso, rischia di diventare sempre più necessaria.