Scrocchiare le dita fa male? No

(Bbc) Dopo decenni di allarmi lanciati da nonne e chiropratici, la ricerca medica assolve l’abitudine di far scrocchiare le nocche. Il rischio reale riguarda invece collo e schiena.

Negli anni Novanta, l’americano Donald Unger decise di mettere fine a un dubbio di famiglia: sua madre, le zie e persino la suocera lo avevano sempre avvertito che scrocchiarsi le dita avrebbe portato all’artrite. Per tutta risposta, Unger passò cinquant’anni a far scrocchiare solo le nocche della mano sinistra, lasciando intatta la destra. Nel 1998, a 72 anni, si sottopose a una radiografia di entrambe le mani: nessuna traccia di artrite, nessuna differenza visibile tra le due.

Il suo esperimento, per quanto aneddotico, anticipava conclusioni poi confermate da studi più rigorosi. Il meccanismo del “crack” è oggi ben noto: nei nostri giunti, un liquido lubrificante chiamato fluido sinoviale contiene gas disciolti che, quando l’articolazione viene distesa, formano bolle capaci di raggiungere gli 83 decibel al collasso, un volume paragonabile a quello di un camion diesel in transito. Ricercatori dell’Università della California a Davis hanno persino ripreso il fenomeno con gli ultrasuoni, descrivendolo come l’esplosione di un piccolo fuoco d’artificio.

L’artrite non dipende dallo scrocchiare

Secondo Kimme Hyrich, reumatologa dell’Università di Manchester, si tratta di “un normale processo fisiologico”. Diversi studi lo confermano: una ricerca del 1975 su 28 anziani non ha rilevato differenze nei tassi di artrite degenerativa tra chi si scrocchia le dita e chi no; un’indagine più recente su 215 pazienti con osteoartrite è giunta alla stessa conclusione, escludendo un nesso con la durata o la frequenza dell’abitudine. Anche il timore di un indebolimento della presa, sollevato da uno studio del 1990, è stato smentito nel 2017.

Ma per collo e schiena…

Il quadro cambia quando si parla di collo e schiena. Il chirurgo Jay Jagannathan, negli Stati Uniti, ricorda come in quest’area passino arterie e nervi cruciali: manipolazioni troppo energiche possono causare formicolii, vertigini o lesioni più serie. Non a caso, nel 2012 il ricercatore Neil O’Connell, della Brunel University, ha definito le manipolazioni chiropratiche del collo “inutili e sconsigliabili”.

Resta dunque un’abitudine sostanzialmente innocua, per quanto rumorosa, quando limitata alle dita. Chi desiderasse comunque abbandonarla può ricorrere a tecniche di consapevolezza: individuare i momenti in cui scatta l’impulso, spesso legati a stress o noia, e sostituirlo con gesti alternativi, come l’uso di una pallina antistress. Una scelta di stile più che di salute, insomma: le nocche, a quanto pare, possono continuare a scrocchiare in pace.