Ginocchio: istruzioni per l’uso

(New York Times) Tra artrosi, infortuni da sovraccarico e traumi improvvisi, il dolore al ginocchio ha origini molto diverse. La chiave, secondo gli esperti, è agire presto senza arrivare subito al bisturi. Dopo la schiena, le ginocchia sono la sede più comune di dolore cronico: l’importante è riconoscere le cause e sapere quali cure funzionano davvero.

Dopo il mal di schiena, il dolore al ginocchio è il disturbo cronico più diffuso. Non sorprende: si tratta dell’articolazione più grande del corpo, chiamata ad assorbire lo sforzo ogni volta che si sale una scala, si pratica sport o semplicemente ci si siede sul letto. Con il tempo, o dopo un infortunio, questo carico può tradursi in un dolore che va dal semplice fastidio alla vera e propria invalidità.

Si tratta di una sofferenza che pesa non solo sul corpo, ma anche sulle finanze e sullo stato d’animo: spesso chi ne soffre non lo dichiara apertamente, ma il pensiero resta comunque costante.

La buona notizia è che tra il primo sintomo e l’intervento chirurgico esiste un ampio margine di gestione. La causa più frequente di dolore cronico, soprattutto dopo i 55 anni, è l’artrosi: la cartilagine si consuma, perde la capacità di ammortizzare gli urti e il ginocchio si infiamma, con una rigidità mattutina che tende ad attenuarsi nel corso della giornata.

Chi pratica sport con regolarità, invece, rischia più spesso lesioni da sovraccarico, come la sindrome della bandelletta ileotibiale nei corridori o il cosiddetto “ginocchio del corridore”, legato a quadricipiti deboli o a un cattivo allineamento articolare.

Diverso è il caso dei traumi improvvisi — una caduta, una torsione durante lo sport — che possono causare lesioni al menisco o ai legamenti, come il crociato anteriore, spesso accompagnate da un caratteristico “scatto” avvertito al momento dell’infortunio.

Dolore cronico da usura o artrosi

Gli specialisti raccomandano innanzitutto una valutazione fisioterapica, utile a individuare squilibri posturali o muscolari all’origine del problema. Il rafforzamento dei muscoli che circondano il ginocchio — glutei, quadricipiti, polpacci — insieme ad attività aerobiche a basso impatto come nuoto o bicicletta, può ridurre il dolore in modo comparabile ai comuni analgesici da banco. Quando questi approcci non bastano, si può ricorrere a infiltrazioni di cortisone, il cui effetto è però limitato nel tempo, o, nei casi più gravi, alla sostituzione protesica dell’articolazione.

Per gli infortuni acuti

La raccomandazione è interrompere subito l’attività e applicare ghiaccio sull’intera circonferenza dell’articolazione. Campanelli d’allarme da non ignorare sono l’instabilità del ginocchio, un dolore acuto e improvviso, la febbre o un dolore che peggiora di notte, segnali che richiedono una valutazione medica tempestiva.

Sul fronte della prevenzione, non tutto è nelle nostre mani — età e genetica non si controllano — ma mantenere un peso corporeo sano riduce sensibilmente il carico sulle articolazioni, dato che ogni passo grava sul ginocchio con un peso due o tre volte superiore a quello corporeo. Restare attivi, contrariamente a un luogo comune diffuso, non danneggia le ginocchia: è piuttosto l’inattività, con il conseguente indebolimento muscolare, ad aumentare il rischio di artrosi nel tempo.