I tre nemici delle lenti a contatto

(Washington Post) Nuoto, doccia e sonno restano le situazioni più rischiose per chi porta lenti a contatto, secondo gli oftalmologi statunitensi. Bastano poche precauzioni per ridurre drasticamente il pericolo di infezioni oculari anche gravi.

Negli Stati Uniti circa 45 milioni di persone utilizzano lenti a contatto, un dispositivo ormai entrato nella routine quotidiana di milioni di individui. Eppure, avvertono gli specialisti, esistono situazioni precise in cui indossarle può trasformarsi in un pericolo concreto per la salute degli occhi.

Il nemico numero uno è l’acqua. Piscine, vasche idromassaggio, laghi, mare e persino l’acqua del rubinetto rappresentano un rischio elevato, spiegano oftalmologi ed enti come l’American Academy of Ophthalmology e i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, che ne sconsigliano fermamente il contatto con le lenti indossate.

Il problema risiede nella capacità delle lenti morbide di assorbire microrganismi presenti nei liquidi, comportandosi come vere e proprie spugne. Tra gli organismi più temuti figura l’Acanthamoeba, un’ameba diffusa in acqua e nel suolo, responsabile di infezioni corneali che possono condurre, nei casi più gravi, alla perdita della vista o alla necessità di un trapianto di cornea.

Anche una semplice doccia, pratica comune a circa l’86% dei portatori di lenti morbide secondo un’indagine del 2017, può veicolare agenti patogeni: l’acqua del rubinetto, pur essendo potabile, non è sterile e può depositare batteri sulla superficie della lente.

Mai addormentarsi “con”

Il secondo momento critico è il sonno. La Food and Drug Administration ha approvato alcune lenti per un uso prolungato notturno, ma diversi esperti raccomandano comunque di non addormentarsi mai indossandole, indipendentemente dal tipo. Durante il sonno, infatti, la cornea smette di ricevere ossigeno dall’ambiente esterno, trovandosi “intrappolata” sotto la palpebra chiusa insieme alla lente.

Questa condizione di scarsa ossigenazione, protratta nel tempo, può favorire una neovascolarizzazione corneale, con possibili conseguenze sulla vista. Una ricerca del 2018 ha individuato proprio nel sonno a lenti indossate uno dei principali fattori di rischio per le infezioni corneali osservate nei pazienti.

La sequenza giusta

Gli specialisti raccomandano inoltre un’attenzione particolare alla sequenza delle operazioni quotidiane: è preferibile indossare le lenti dopo la doccia mattutina, piuttosto che prima, e rimuoverle sempre prima di lavarsi la sera. Chi pratica sport acquatici dovrebbe indossare occhialini a tenuta stagna, pur sapendo che non garantiscono una protezione assoluta, e rimuovere le lenti il prima possibile una volta usciti dall’acqua.

Un aiuto concreto arriva dalle lenti monouso giornaliere, che riducono il rischio complessivo di infezione grazie al ricambio quotidiano. Gli esperti raccomandano infine di consultare un oculista qualora dolore, arrossamento o secrezioni persistano per oltre dodici ore dopo l’uso delle lenti.