La scarpa giusta per camminare

By Paolo Bonanni 24 Luglio 2026 #scarpe

(New York Times) Non sbagliare modello per camminare è fondamentale per evitare dolori e fastidi, ma non è necessario spendere una fortuna per scarpe super tecnologiche.

Il principio base è che le scarpe da camminata devono essere soprattutto comode e adatte al singolo individuo, visto che ciascuno ha piedi e modi di camminare differenti. Al momento dell’acquisto, la miglior strategia è provare diverse opzioni in negozi specializzati in scarpe da corsa e camminata, dove addetti esperti possono valutare come il piede appoggia al suolo e la sua forma, fornendo consigli personalizzati. Tuttavia, anche nei grandi magazzini è possibile trovare modelli validi: l’importante è camminare indossandoli e scegliere quelli che danno maggiore comfort.

Le scarpe da camminata si collocano a metà strada tra una scarpa casual e una da corsa. Non servono tecnologie avanzate da atleta, ma un buon supporto e ammortizzazione sono essenziali. La differenza più evidente rispetto alle scarpe da corsa sta nella struttura: la punta è più flessibile per permettere il naturale movimento dell’avampiede, mentre la suola intermedia è più rigida per garantire stabilità e supporto durante la camminata.

Non bisogna cercare scarpe con suola troppo alta o troppo bassa: un’altezza moderata permette un appoggio equilibrato. Troppa ammortizzazione può far perdere stabilità, mentre poca può aumentare lo stress su piedi e caviglie. L’ideale è una scarpa con una buona capacità di assorbire gli urti senza appesantire.

Attenti alla pressione

Durante la prova in negozio, il consiglio è di essere molto attenti ai punti di pressione: non si devono sentire zone strette o fastidi. La scarpa dovrebbe aderire bene al tallone, seguire la curvatura dell’arco plantare senza comprimerlo, e lasciare almeno un dito di spazio tra l’alluce e la punta. Inoltre, la misura classica del piede può non bastare: le forme delle scarpe cambiano tra marche e modelli, e i piedi si modificano con l’età, spesso allargando la loro taglia.

Un altro trucco è fare acquisti nel pomeriggio, quando i piedi sono leggermente gonfi, così da evitare modelli troppo stretti in condizioni di uso reale. Per evitare vesciche, calli o irritazioni, molti esperti raccomandano scarpe con una punta più larga.

Per mettere “a punto” una scarpa nuova, è importane indossarla prima in casa e poi per brevi uscite, così da permettere al piede di adattarsi e verificare che la calzata sia quella adatta. Se dopo qualche settimana la sensazione di disagio persiste, è probabile che il modello non sia adatto, e può essere utile rivolgersi a un negozio specializzato per una consulenza.

Quando bisogna cambiare scarpe

Le scarpe si usurano, soprattutto nella suola intermedia, che svolge la funzione di cuscinetto ammortizzante tra piede e terreno. Dopo circa 500 chilometri di camminata è consigliabile sostituire il paio per evitare lesioni e dolori. Segnali visibili di usura sono la compressione, le rughe o le crepe nella suola, la perdita di grip e dolore durante o dopo la camminata.

Se invece si è intenzionati a partecipare a gare o camminate competitivi, è fondamentale utilizzare scarpe già collaudate e “rotte”, cioè già testate precedentemente con almeno due chilometri di cammino.

Questo riassunto sintetizza i principali consigli degli esperti intervistati per selezionare con successo la scarpa giusta per la camminata quotidiana o sportiva, prevenendo problemi e valorizzando il piacere del movimento.