App fitness e salute? Non fidatevi

(New York Times) Le app per il fitness e la salute, diventate ormai strumenti quotidiani per milioni di persone, sembrano non mantenere tutte le promesse di benessere con cui si presentano.

Nuovi studi mettono in luce lati oscuri e rischi spesso trascurati dagli utenti che si affidano totalmente alle app di fitness e salute. L’utilizzo di queste applicazioni, che permettono di tracciare calorie, nutrienti, attività fisica e sonno, ha conosciuto una crescita esponenziale a livello globale—3,6 miliardi di download nel 2024—ma può generare effetti collaterali inattesi, tra cui ansia, ossessione e disturbi del comportamento alimentare.

Secondo le ricerche dell’University College London, l’abuso delle app di diete e fitness rischia di generare sentimenti di frustrazione, autosvalutazione e persino vergogna: la pressione di dover registrare cibi considerati non salutari o il mancato rispetto di obiettivi spesso irrealistici può minare la motivazione degli utenti, portandoli a smettere di utilizzare le app o, peggio, aggravare problemi legati all’immagine corporea.

Un’analisi di quasi 14.000 commenti online conferma un diffuso malessere tra coloro che si confrontano quotidianamente con le metriche e le notifiche incessanti di queste piattaforme.

Mancano regolamenti

Nonostante l’innovazione tecnologica e la crescita del mercato, il settore delle app wellness rimane largamente non regolamentato; questo comporta il rischio che le indicazioni fornite non siano sempre supportate da evidenze scientifiche o da standard di sicurezza riconosciuti. La maggior parte delle app si limita a impostare obiettivi sulla base di parametri base come altezza e peso, spesso senza il coinvolgimento di specialisti o il rispetto delle raccomandazioni ufficiali (ad esempio, quelle del sistema sanitario britannico).

Un altro aspetto critico riguarda la tendenza di alcune app a suggerire tagli troppo drastici alle calorie quotidiane, con deficit che superano le soglie raccomandate e possono mettere a rischio l’apporto di micronutrienti indispensabili come ferro o calcio.

Inoltre, il monitoraggio ossessivo di grassi, carboidrati e proteine tende a generare ulteriore ansia senza benefici comprovati nel lungo periodo: le linee guida ufficiali raccomandano semplicemente di equilibrare i carboidrati con fonti proteiche e lipidi sani, mentre l’unico parametro da monitorare con una certa costanza dovrebbe essere la fibra alimentare, per i suoi effetti positivi su sazietà e digestione.

Sul ciclo le app non sono infallibili

Particolarmente a rischio sono le app per il tracciamento del ciclo mestruale e della fertilità, sempre più diffuse tra le giovani donne: i dati scientifici dimostrano che, nella maggior parte dei casi, le previsioni degli algoritmi su ovulazione e fasi del ciclo risultano inaffidabili o, peggio, ingannevoli. Anche i consigli alimentari e di allenamento basati sulle diverse fasi del ciclo mancano di validazione scientifica e sono sconsigliati dagli esperti, inclusi quelli che operano nel mondo dello sport professionale.

Infine, le app per il monitoraggio del sonno si basano su metriche come movimento, frequenza cardiaca e rumorosità per generare “sleep score”, ma possono indurre una nuova forma di ansia da prestazione, l’“orthosomnia”, e peggiorare di fatto la qualità del riposo: la misurazione in sé, secondo gli esperti, non basta a migliorare il sonno, che resta legato a fattori fisiologici e abitudini personali.