(El Pais) I rettili colonizzano gli isolotti di Ibiza via mare, estinguendo specie uniche. Scatta il piano “Arca di Noè” con i primi trasferimenti allo zoo di Barcellona.
Quello che all’inizio sembrava un racconto inverosimile tra pescatori, residenti e turisti ha trovato una clamorosa e inquietante conferma scientifica. I serpenti terrestri di Ibiza non si limitano più a colonizzare l’entroterra, ma si lanciano attivamente in mare per raggiungere gli isolotti vicini a nuoto, a caccia di prede. Per la prima volta, un team del Centro di Ricerca Ecologica e Applicazioni Forestali (CREAF) ha documentato questo comportamento mostrando l’arrivo di un esemplare via mare sull’isolotto di Santa Eulària, situato a 430 metri dalla costa ibizenca.
Il protagonista di questa invasione è il colobra ferro di cavallo (Hemorrhois hippocrepis), un rettile nativo della penisola iberica e del Nord Africa. Nelle loro terre d’origine, queste specie non hanno mai mostrato attitudini acquatiche né un impatto così devastante. Il problema sorge a Ibiza, dove sono arrivate nel 2003 nascoste nei vivai di ulivi importati.

Il superpredatore
Trovatosi in un ecosistema privo di predatori naturali e ricco di prede impreparate a fuggire, questo serpente si è trasformato in un superpredatore, godendo inizialmente di un vero e proprio “buffet libero”.
Il salto nel vuoto (o meglio, in acqua) è dettato dalla fame. I colobri avanzano facendo terra bruciata della fauna locale. Una volta raggiunto il limite della costa e terminato il cibo, spinte dalla necessità, alcune di esse scelgono la via del mare per colonizzare nuovi territori. Pur trattandosi di una minoranza, il fenomeno non è affatto aneddotico: i serpenti hanno già conquistato tra i 12 e i 15 isolotti.

L’operazione “Arca di Noè”
Di fronte all’impossibilità di proteggere le lucertole una volta che i serpenti toccano terra, gli scienziati hanno avviato una corsa contro il tempo. Una vera e propria operazione di salvataggio sta trasferendo d’urgenza diversi esemplari nel giardino zoologico di Barcellona, in attesa di una strategia a lungo termine.
Come se non bastasse, la diffusione di notizie allarmistiche sulla stampa internazionale (in particolare quella britannica) sta generando una fobia ingiustificata tra i potenziali turisti, con minacce di cancellazione delle vacanze, nonostante i colobri non siano velenosi né pericolosi per l’uomo.
