(Financial Times) Mentre l’industria aerea affronta la pressante sfida di ridurre le emissioni di carbonio, design innovativi e combustibili alternativi sono al centro degli sforzi per raggiungere emissioni nette zero entro il 2050.
Per decenni, il design fondamentale degli aerei — un fusoliera cilindrica con ali — è rimasto sostanzialmente invariato. Tuttavia, aziende emergenti come JetZero sono pronte a rivoluzionare questo concetto con i loro aerei a ala integrata, ispirandosi ai design dei bombardieri stealth per migliorare l’efficienza dei carburanti e ridurre le emissioni.
Si prevede che l’aereo di JetZero consuma il 50% in meno di carburante e produca la metà delle emissioni rispetto ai design tradizionali, con una capacità potenziale di 200-250 passeggeri colmando un’importante lacuna tra i velivoli a corridoio singolo e i modelli a corridoio doppio più grandi.
Questa iniziativa fa parte di uno slancio più ampio dell’industria verso la sostenibilità, alimentato da pressioni normative crescenti e dalla possibilità di tasse sulle emissioni di carbonio. Attualmente, l’aviazione rappresenta circa il 2-3% delle emissioni globali di CO2, una cifra che potrebbe aumentare man mano che altri settori accelerano i loro sforzi di decarbonizzazione.
L’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) ha stimato che per raggiungere il net zero sarà necessaria un’investimento annuo di 128 miliardi di dollari in combustibili sostenibili per l’aviazione (SAF) e altre tecnologie, sottolineando la necessità di un sostegno governativo sostanziale.

Tempi lunga
Sebbene la promessa dei SAF — capaci di ridurre le emissioni fino al 70% rispetto ai carburanti tradizionali — offra una via promettente, la produzione attuale di SAF è di circa 1,5 milioni di tonnellate all’anno. L’IATA prevede che, per fare progressi significativi verso l’obiettivo del 2050, la produzione deve aumentare a 24 milioni di tonnellate entro il 2030 e 500 milioni di tonnellate entro il 2050.
Nonostante lo scetticismo di alcuni analisti riguardo ai tempi di JetZero, l’attrattiva di un consumo di carburante drasticamente ridotto potrebbe avvantaggiare le compagnie aeree in cerca di raggiungere i target di emissioni.
I produttori di aerei tradizionali come Airbus e Boeing stanno anche investendo in miglioramenti di efficienza, sebbene il lancio di nuovi modelli sia stato più lento del previsto. Air New Zealand ha recentemente abbandonato il proprio obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030, evidenziando preoccupazioni che l’industria possa deviare dai suoi obiettivi di net zero.

Si punta all’idrogeno
Senza cambiamenti significativi, l’industria aerea globale potrebbe registrare un aumento netto del 3,4% delle emissioni di CO2 entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019, poiché la crescita del traffico aereo potrebbe superare i progressi nella sostenibilità.
Su una nota più ottimistica, i principali produttori di aerei si stanno impegnando a rendere i loro velivoli operativi con il 100% di SAF entro il 2030, con aerei esistenti capaci di utilizzare una miscela del 50% di SAF.
Guardando al futuro, Airbus sta lavorando a aerei alimentati a idrogeno, puntando a una commercializzazione entro il 2035. L’azienda sta esplorando vari design, comprese le configurazioni a ala integrata, e ha testato con successo celle a combustibile a idrogeno capaci di alimentare aerei commerciali.
Tuttavia, rimangono preoccupazioni riguardo allo sviluppo di una catena di approvvigionamento di idrogeno sufficiente per sostenere questa ambizione.
