Giappone cosa sapere

By Paolo Bonanni 16 Marzo 2026 #giappone

(Bbc) In un viaggio nel Paese del Sol levante ci sono alcune norme di comportamento e tradizioni che definiscono l’esperienza di viaggio limitando gli errori (inevitabili) di comportamento.

Per chi visita il Giappone per la prima volta, l’impatto con i templi antichi e le metropoli futuristiche è spesso superato dallo stupore per la pulizia impeccabile delle strade, la puntualità dei trasporti e la raffinatezza dei pasti. Tuttavia, dietro questa perfezione si cela un complesso sistema di regole non scritte che privilegia il bene collettivo rispetto all’individuo. Adottare questi semplici costumi è il modo migliore per dimostrare rispetto e agire come un ospite consapevole.

A tavola: tra ritualità e gesti proibiti

Il galateo delle bacchette è fondamentale: non devono mai essere infilate verticalmente nel riso né usate per passare il cibo direttamente da una coppia di bacchette all’altra, poiché questi gesti richiamano i riti funebri giapponesi. Quando non vengono utilizzate, vanno riposte sull’apposito poggia-bacchette o di traverso sulla ciotola. Un’altra norma riguarda la postura: è opportuno sollevare la ciotola verso il viso piuttosto che chinarsi su di essa.

Al contrario di quanto avviene in Occidente, fare rumore mentre si mangiano i noodles (slurping) è incoraggiato. Questa tradizione, risalente al periodo Edo, serve a raffreddare la pasta bollente e a esaltarne l’aroma.

Al termine del pasto, la regola d’oro è la pulizia del piatto: lasciare avanzi è considerato poco educato, poiché il cibo è visto come un dono da apprezzare interamente. Ricordate inoltre che in Giappone la mancia non esiste; un servizio eccellente è considerato parte integrante del lavoro e lasciare denaro extra può generare confusione.

Comunicazione e vita pubblica

Entrando in un negozio, sarete accolti dal grido “irasshaimase” (benvenuto). Non è richiesta una risposta verbale; un semplice cenno del capo o un sorriso saranno più che sufficienti per non creare imbarazzo.

Per interagire nei locali, alcune espressioni chiave sono essenziali: “Sumimasen!” per chiamare rispettosamente l’attenzione del cameriere, “Itadakimasu”: da dire prima di iniziare a mangiare, “Gochisousama”: per ringraziare a fine pasto.

Il silenzio e l’ordine negli spazi comuni

I mezzi pubblici sono considerati zone di silenzio condiviso. Le telefonate sono fortemente scoraggiate e i dispositivi devono restare in modalità silenziosa. Anche il consumo di cibo è generalmente malvisto in movimento o sui mezzi urbani, ad eccezione dei treni a lunga percorrenza come lo Shinkansen, dove i tipici cestini bento sono la norma.

Un aspetto che sorprende molti è la mancanza di cestini pubblici nonostante la pulizia estrema. La responsabilità dei rifiuti è individuale: ci si aspetta che i visitatori li portino a casa o li smaltiscano presso i minimarket o nelle stazioni ferroviarie.

Onsen e mobilità urbana

L’esperienza delle sorgenti termali (onsen) segue regole ferree: si entra completamente nudi, ci si lava accuratamente prima di immergersi e i capelli lunghi devono essere legati. Attenzione ai tatuaggi: sebbene alcune zone turistiche stiano diventando più tolleranti, molte strutture ne vietano ancora l’accesso per l’antica associazione con la criminalità organizzata.

Infine, anche le scale mobili hanno una loro geografia: a Tokyo si sta a sinistra per lasciare il passaggio a destra, mentre a Osaka la regola è invertita. In caso di dubbio, il consiglio degli esperti è semplice: osservate chi vi precede.