Peccatori multiOscar

By Paolo Bonanni 27 Gennaio 2026 #Sinners

(New York Times) Il grande cinema approda sul piccolo schermo: il 26 gennaio alle 21:15 su Sky Cinema Uno c’è “I Peccatori”. Il film, diretto da Ryan Coogler, ha già riscritto la storia del cinema ottenendo ben 16 nomination agli Oscar, un primato assoluto per il prestigioso premio.

“Sinners” arriva al debutto televisivo forte di un palmarès già significativo e di una narrazione d’impatto: ai Golden Globe 2026, si è agiudicato i premi per il miglior risultato al cinema e al botteghino e per la miglior colonna sonora.

Il racconto segue le vicende di due fratelli gemelli che fanno ritorno nella propria città natale per sfuggire a un passato difficile e tentare di ricostruire le proprie esistenze. Il fulcro emotivo e tecnico della pellicola è la doppia interpretazione di Michael B. Jordan, che veste i panni dei gemelli identici Smoke e Stack. Reduci dai bassifondi della Chicago di Al Capone e forgiati dalla guerra, i due tornano nel Delta per trasformare un edificio fatiscente in un juke joint, un luogo di liberazione attraverso la musica.

Jordan offre una prova attoriale doppia interpretando entrambi i protagonisti (ruolo che gli è valso la candidatura come miglior attore), mentre Ryan Coogler concorre personalmente per le statuette di miglior film, regia e sceneggiatura originale.

Un horror fantasia

Con la sua quinta opera, Ryan Coogler firma un’opera ambiziosa e visivamente stordente, un “Southern Horror Fantasia” che sfida ogni categorizzazione di genere. Ambientato nel 1932 a Clarksdale, nel cuore del Mississippi segnato dalle leggi razziali (Coogler non dimentica l’orrore reale dei campi infestati dagli schiavisti o l’ombra sinistra del Ku Klux )Klan, “Sinners” è al contempo un inno alla vita, una riflessione sulla storia afroamericana e un brutale “shoot-em-up” soprannaturale.

Se la prima parte del film è un affresco storico e mitologico, la comparsa di Remmick (Jack O’Connell) — un seducente e letale villain irlandese — trascina la narrazione verso una violenza claustrofobica. Il juke joint da santuario della musica si trasforma in una zona di guerra dove umani e demoni si scontrano in una battaglia campale.

Mostri e musica

Sebbene il film possa apparire talvolta sovraccarico — quasi come se Coogler avesse fuso tre pellicole diverse in una sola — c’è un piacere autentico in questo eccesso immaginativo. Dalle sequenze di danza che uniscono generazioni diverse (dai ballerini tradizionali ai B-boys) alle fontane di sangue che bagnano il finale, la regia resta fluida e sicura.

“Sinners” non è solo un film di mostri; è una cronaca di combattenti e sopravvissuti, dove la musica di Sammie diventa la colonna sonora di generazioni che, nonostante l’inferno attraversato, continuano a camminare sotto il sole.