(Los Angeles Times) Le icone del viaggio su strada stanno vivendo una rinascita, trasformandosi da semplici alloggi a nuovi centri commerciali e culturali, reinventando il loro ruolo nel paesaggio urbano.
La California, terra di miti e trasformazioni, sta assistendo a una nuova vita per le sue icone stradali: i motel. Questi rifugi per viaggiatori, un tempo fulcro della cultura on the road americana, stanno vivendo una rinascita, spesso reinventandosi in spazi che riflettono le mutate esigenze e aspirazioni delle comunità locali.
I motel, vere e proprie icone del paesaggio americano, sono nati dalla necessità di ospitare i crescenti numeri di automobilisti che, a partire dagli anni ’20 del secolo scorso, percorrevano le nuove autostrade degli Stati Uniti. Il termine stesso, “motel”, è una contrazione di “motor hotel” (hotel per motoristi), e la loro storia è indissolubilmente legata all’evoluzione del viaggio “on the road”.
Il primo “Motorist Hotel” aprì i battenti nel 1925 in California, con il nome di Milestone Mo-Tel, opera dell’architetto Arthur Heineman. Queste strutture si distinguevano dagli hotel tradizionali per la loro semplicità, l’accesso diretto alla camera dal parcheggio e i prezzi più economici, pensati appositamente per chi viaggiava in auto e aveva bisogno di una sosta rapida e funzionale.

L’età d’oro
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con il boom economico e lo sviluppo del sistema autostradale nazionale (Interstate System), i motel conobbero la loro età d’oro. La loro diffusione fu capillare: nel 1964, al culmine della loro popolarità, si contavano oltre 61.000 motel negli Stati Uniti. Diventarono parte integrante del “sogno americano”, simbolo di libertà, avventura e di un’America in movimento. Erano luoghi di ristoro per famiglie in vacanza, uomini d’affari e chiunque fosse in transito. Alcuni si evolsero in piccoli resort con piscine e campi da tennis, adatti alle vacanze delle famiglie.
Tuttavia, la seconda metà del XX secolo vide un declino nella reputazione e nella popolarità dei motel. Complici anche le rappresentazioni cinematografiche e televisive, che spesso li dipingevano come scenari di crimini, rifugi per fuggitivi o luoghi di scarsa igiene, l’immagine del motel si deteriorò. La concorrenza di catene alberghiere più grandi e la trasformazione delle abitudini di viaggio contribuirono a svuotare molte di queste strutture, portandole al degrado o alla chiusura. Negli anni più recenti, il loro numero si era ridotto a circa un quinto rispetto al periodo di massima espansione.

E ora boutique hotel
I motel, nati come soluzioni economiche per i viaggiatori su strada nel XX secolo, hanno vissuto un’epoca d’oro, simboleggiando la libertà dell’automobile e l’espansione del sogno americano. Tuttavia, con l’avvento di catene alberghiere più grandi e il cambiamento delle abitudini di viaggio, molti di questi esercizi hanno perso il loro splendore, cadendo in disuso o diventando rifugi per persone in difficoltà economica.
Oggi, però, si assiste a un rinnovato interesse per queste strutture. Molti investitori e sviluppatori stanno acquistando vecchi motel per trasformarli in boutique hotel, spazi commerciali, appartamenti o addirittura centri culturali. Il fascino nostalgico delle insegne al neon, dell’architettura distintiva e della loro storia intrinsecamente americana, li rende candidati ideali per progetti di riqualificazione. Questo processo non solo salva edifici storici dal degrado, ma contribuisce anche a rivitalizzare quartieri e comunità.
