Kyrgios nella polvere…

By Paolo Bonanni 21 Agosto 2026 #kyrgios

(mynewsroom.it) Il tennista australiano, 31 anni, è stato sospeso in via cautelare dall’ITIA dopo un controllo antidoping positivo a un metabolita della cocaina durante il Mallorca Open. È solo l’ultimo capitolo di una carriera costellata di polemiche dentro e fuori dal campo. Multe, racchette spezzate, gesti provocatori e liti con arbitri e avversari hanno accompagnato l’ascesa di un giocatore capace di arrivare al numero 13 del mondo e a una finale di Wimbledon, ma passato alla storia soprattutto per i suoi eccessi.

Nick Kyrgios ha scritto l’ennesima pagina controversa della sua carriera. L’Agenzia Internazionale per l’Integrità nel Tennis (ITIA) lo ha sospeso in via provvisoria dopo che un controllo antidoping effettuato durante il Mallorca Open dello scorso 22 giugno ha rilevato la presenza di un metabolita della cocaina; la sanzione è formalmente in vigore dal 4 agosto. È stato lo stesso tennista a rendere pubblica la notizia sui social, spiegando di aver voluto informare i fan prima che la vicenda emergesse da altre fonti.

Il nuovo caso si inserisce in un lungo elenco di episodi che hanno segnato l’immagine dell’australiano fin dagli esordi. Già nel 2015, durante un match di secondo turno a Montreal contro Stan Wawrinka, Kyrgios perse il controllo e rivolse allo svizzero un commento offensivo relativo alla sua vita privata, captato dai microfoni di campo: gli costò una multa di 10.000 dollari da parte dell’ATP.

Troppi episodi riprovevoli

Episodi simili si sono ripetuti negli anni successivi: a Shanghai, in un incontro contro Mischa Zverev, il tennista non nascose la propria insofferenza verso la partita, arrivando a chiedere pubblicamente al giudice di sedia di poter concludere l’incontro il prima possibile, comportamento che gli valse una sanzione di 16.500 dollari. Nel 2018, in occasione delle semifinali del torneo di Queen’s contro Novak Djokovic, simulò una masturbazione con una bottiglietta d’acqua, guadagnandosi un’ulteriore multa da 15.000 dollari.

A questi episodi si sono aggiunti nel tempo numerosi sfoghi d’ira: racchette distrutte, come quella scagliata a terra durante un match contro Rafael Nadal a Indian Wells nel 2022, quando rischiò di colpire un raccattapalle; sedie e bottiglie lanciate in campo; conferenze stampa surreali; e persino sputi rivolti al pubblico nei momenti di maggiore frustrazione.

Un attacco violento a Sinner

Non sono mancate nemmeno le prese di posizione pubbliche su questioni delicate del circuito: nel 2024 Kyrgios aveva criticato duramente la gestione del caso di doping di Jannik Sinner, sostenendo che l’italiano avrebbe dovuto scontare una squalifica di due anni. Oggi è lui stesso al centro di una vicenda analoga (cocaina), ma per Sinner si era trattato di una sostanza proibita restata sulle mani del fisioterapista.

Nonostante la lunga scia di controversie, la carriera sportiva di Kyrgios non è priva di risultati: ha raggiunto la 13ª posizione del ranking mondiale nel 2016, ha conquistato sette titoli individuali e raggiunto quattro finali, l’ultima delle quali a Wimbledon nel 2022. Eppure, agli occhi del grande pubblico, sono gli scandali — più che i successi — a definire il suo percorso nel tennis professionistico.