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Odissea: una storia di un eroe e tante donne

Posted on 13 Luglio 202612 Luglio 2026 by Paolo Bonanni

(Bbc) L’epopea di Omero, protagonista del nuovo film di Nolan “Odissea”, dal 16 luglio nelle sale, rivela una verità spesso ignorata: il viaggio di Ulisse non è una semplice marcia verso casa, ma un intrico di strategia, seduzione e potere femminile che definisce l’umanità stessa dell’eroe.

L’Odissea, poema epico di 2.800 anni, è molto più di un racconto di eroismo maschile. Mentre il grande schermo si prepara ad accogliere ”Odissea”, l’adattamento di Christopher Nolan, con Matt Damon tra i protagonisti (dal 16 luglio nelle sale), emerge con prepotenza una lettura diversa: Ulisse, il leggendario reduce dalla guerra di Troia, non è l’unico motore della sua storia. Il suo tormentato ritorno a Itaca è plasmato, in ogni tappa, dagli stratagemmi e dal fascino di un universo femminile composto da ninfe, dee e tessitrici di destini.

Il viaggio inizia in medias res, con un Ulisse impotente, in lacrime sulla costa di Ogigia. Dopo sette anni trascorsi accanto alla ninfa Calipso, l’eroe che aveva sconfitto le mura di Troia appare paralizzato, prigioniero non solo di una divinità, ma probabilmente dei propri traumi.

In questo scenario, la figura di Penelope assume un peso specifico fondamentale: tutt’altro che passiva, la regina di Itaca ha resistito per anni alle insidie di 108 pretendenti. Il suo inganno del sudario – intessuto di giorno e disfatto di notte – rappresenta uno dei capisaldi tattici dell’intero poema: Penelope agisce come un bersaglio mobile, proteggendo il trono del marito con un’astuzia degna della controparte maschile.

Il potere femminile

È una divinità, Atena, a fungere da principale architetto del ritorno di Ulisse. La dea non solo lo guida strategicamente, ma ne occulta la vulnerabilità e ne esalta la figura presso i Feaci, garantendogli ospitalità e mezzi per il rientro. È significativo che Atena, consapevole che il mondo terreno appartiene ai maschi, preferisca spesso travestirsi da uomo per operare; conosce bene, infatti, che se il potere formale è maschile, il controllo degli eventi è spesso un’arte tutta femminile, basata sulla sottigliezza e il sotterfugio.

Questo schema si ripete costantemente negli incontri che costellano il peregrinare dell’eroe. Che si tratti del canto letale delle Sirene – che promettono una dolce morte – o della maga Circe, capace di trasformare i compagni di viaggio in bestie, Ulisse è costretto a una negoziazione continua.

La virtù di Ulisse

Queste figure femminili, spesso celate dietro facciate di inaspettata bellezza o innocenza, testano costantemente la sua capacità di moderazione, una virtù cardinale per l’antica Grecia. La necessità di cedere a loro, ma solo fino a un certo punto, delinea la cifra stilistica del protagonista: un uomo complesso, maestro di inganni, che proprio attraverso la sua suscettibilità al fascino e alle tentazioni delle donne definisce la sua natura profondamente umana.

L’Odissea si conferma così non solo come un’avventura contro mostri marini, ma come una lotta contro demoni interiori, un racconto di strategia, sesso e potere che continua, dopo millenni, a parlarci con una modernità sorprendente.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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