(El Mundo) Dietro le imprese mitiche della Parigi-Roubaix c’è un pensionato che ogni anno cura gratis, come scelta di vita, 60 chilometri dei “diamanti di pietra”.
Nel cuore pulsante del ciclismo più autentico e brutale, esiste un esercito silenzioso che non corre per la gloria dei podi, ma per la sopravvivenza della storia. Al comando di questa insolita truppa di circa trenta altruisti c’è Pascal Sergent, 68 anni, ex corridore dilettante e oggi presidente dell’associazione Les Amis de Paris-Roubaix. Definito “il pazzo romantico del ciclismo”, Sergent non è solo un custode; è l’anima che garantisce l’integrità dei leggendari settori in pavé della “Regina delle Classiche”.
La dedizione di Sergent alla Parigi-Roubaix rasenta il sacro. Dall’età di otto anni, quando nel 1966 vide trionfare Felice Gimondi insieme a suo padre, ha mancato una sola edizione della corsa: quella del 1999. Per lui, curare i 60 chilometri di pietre che compongono i 29 settori della gara non è un sacrificio, ma una scelta di vita.

L’associazione che presiede dal 2025 è nata nel 1989 con un obiettivo chiaro: preservare il patrimonio storico di un monumento che, senza manutenzione, rischierebbe di scomparire sotto il peso della modernità. Insieme agli organizzatori di ASO e con l’aiuto di diversi istituti di orticoltura, i volontari – principalmente francesi e belgi – dedicano tra i 20 e i 30 giorni all’anno alla riparazione dei tratti danneggiati.
L’esercito delle pietre contro il tempo
Il nemico principale non è solo il clima, ma il progresso. I blocchi grigi, pietre da circa 20 chili provenienti dalle cave di Lessines, furono posati a fine Ottocento per facilitare il passaggio delle carrozze nel fango. Oggi, sono minacciati dal passaggio dei pesanti trattori utilizzati per la raccolta delle barbabietole in autunno.

Senza l’intervento di questo “esercito atipico” armato di pale, zappe e carriole che ogni anno parte dal Café Chez Françoise a Troisvilles, immagini iconiche di settori come la Foresta di Arenberg, Mons-en-Pévèle o il Carrefour de l’Arbre sarebbero semplicemente impossibili da realizzare.
Valori e leggende
Oltre alla fatica sul campo, l’associazione gestisce un museo nel velodromo di Roubaix, dove biciclette, maglie e frammenti di pavé celebrano i giganti del passato come Eddy Merckx e Fabian Cancellara. Sergent stesso è una memoria storica vivente: autore di circa 60 libri, di cui 15 dedicati esclusivamente alla Roubaix, vede nel ciclismo un veicolo di valori fondamentali come il rispetto, lo sforzo e l’esigenza personale.
