Rachida la “Lady di ferro”

(mynewsroom.it) La candidata conservatrice al posto di sindaco di Parigi punta tutto su sicurezza e decoro urbano. Ma su di lei pesano alcune vicende giudiziarie.

Il cuore politico di Parigi pulsa tra i vicoli del 12° Arrondissement, dove un ex negozio in Rue Charles Baudelaire è diventato il quartier generale di una sfida storica. Sotto l’insegna “Rachida Dati Paris 2026”, la candidata conservatrice, attualmente sindaca del 7° arrondissement lancia il guanto di sfida a Emmanuel Grégoire il candidato della sinistra che governa la capitale da oltre vent’anni.

Definita una “Lady di Ferro” per il suo stile combattivo, Dati punta tutto su un programma incentrato su sicurezza e decoro urbano. La sua ricetta per la Ville Lumière prevede un massiccio potenziamento della videosorveglianza e un aumento significativo del numero di poliziotti, con l’obiettivo dichiarato di spostare l’asse politico della città verso destra.

La scelta del 12° Arrondissement non è casuale: è un quartiere “altalenante”, un vero e proprio swing state parigino dove convivono l’alta borghesia e i residenti delle case popolari. Conquistare questo distretto significherebbe, per i conservatori, avere la strada spianata verso il Municipio.

Chi è Rachida

Sessantenne, è figlia di immigrati nordafricani. La sua carriera rappresenta una delle parabole di ascesa sociale più note della politica francese. Giurista di formazione, ha servito come Ministra della Giustizia sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy. È stata inoltre membro del Parlamento Europeo.

Da 17 anni ricopre la carica di sindaca del 7° Arrondissement, uno dei quartieri più ricchi e conservatori di Parigi, considerato la sua roccaforte elettorale. Nota per la sua determinazione e il ricorso a “maniere forti” nel dibattito politico, è attualmente una figura centrale dell’opposizione conservatrice, nonostante le pendenze giudiziarie che continuano a segnare la sua figura pubblica.

Il suo cammino verso l’Hôtel de Ville è però costellato di ostacoli. Nonostante il vantaggio iniziale nei sondaggi, Dati deve fare i conti con pesanti vicende giudiziarie: accusata di aver percepito 900.000 euro da Renault-Nissan per attività di lobbying mentre era eurodeputata dovrà anche affrontare un processo in autunno per corruzione e traffico di influenze. Inoltre è sotto indagine per non aver dichiarato gioielli del valore di 400.000 euro al momento del suo ingresso nel governo nel 2024.

Uno scontro durissimo

Il suo principale avversario è il socialista Emmanuel Grégoire, delfino della sindaca uscente Anne Hidalgo. Tra i due i toni sono durissimi: Dati lo accusa del degrado cittadino e di scandali legati alla gestione degli asili, mentre Grégoire risponde con querele e alleanze strategiche, come quella con la figura emergente della sinistra, Lucie Castets.

La competizione è resa ancora più complessa dalla pressione dei “margini”. A destra, Dati è incalzata da Sarah Knafo (Reconquête), legata a Éric Zemmour, che i sondaggi danno al 12%. A sinistra, Grégoire deve guardarsi dalla concorrenza di Sophia Chikirou di La France Insoumise. In questo scenario, il campo del presidente Macron appare indebolito, con il candidato Pierre-Yves Bournazel fermo a circa il 10%.