(Nouvel Economiste) Donald Trump ha spesso espresso critiche aspre nei confronti di Joe Biden, definendolo “il peggiore presidente nella storia degli Stati Uniti” in discorsi pubblici e interviste.
Nel marzo 2025 durante un discorso al Congresso, Trump ha accusato Biden di politiche sull’immigrazione “insane e molto pericolose” e di aver lasciato un “incubo economico”.
Trump ha usato termini denigratori come “stupido”, “basso QI” e “mean son of a bitch” per descrivere Biden. In un gala nel settembre 2025, lo ha chiamato “nasty son of a bitch” e ha affermato che “non è mai stato una brava persona”. Durante il dibattito del 2020, Trump ha ridicolizzato le performance accademiche di Biden, dicendo: “Non c’è niente di intelligente in te, Joe”.
Tra gli attacchi principali, Trump ha incolpato Biden per l’inflazione, le guerre, l’immigrazione illegale e l’aiuto eccessivo all’Ucraina senza contropartite. Questi esempi riflettono una rivalità continua, con Trump che mantiene un tono aggressivo anche dopo la rielezione.
Donald Trump non molla la presa su Joe Biden. Nonostante la rivincita alle elezioni del 2024, il presidente rieletto cita il predecessore in media sei volte al giorno nei suoi discorsi pubblici, secondo un’analisi della NBC di aprile scorso.

L’ossessione e l’autopen
L’ossessione di Trump per Biden è un dato di fatto. Trump trasforma ogni occasione in un attacco: dal ritiro caotico da Kabul, evocato dopo l’uccisione di due guardie nazionali da un rifugiato afghano vicino alla Casa Bianca, al perdono presidenziale per il Ringraziamento. Qui, Trump ha insinuato che le grazie concesse da Biden alla vigilia della partenza – inclusa una al figlio dell’ex presidente – fossero firmate non da lui, ma da un “autopen”, lo stilografo automatico per firme meccaniche. Per Trump, questo dispositivo simboleggia un Biden incapace, con l’entourage al potere: tanto da sostituirne il ritratto nella galleria presidenziale con l’immagine di un autopen.

Le origini delle sconfitte
Trump rifiuta di archiviare la sconfitta del 2020. I democratici hanno scaricato su Biden le colpe della sconfitta nelle ultime elezioni, aggravate da rivelazioni postume sul suo declino cognitivo, taciute dai media durante la campagna.
Biden, oggi in cura per un cancro aggressivo, evitava di nominare Trump, definendolo solo “lui” e gongolando per le condanne giudiziarie contro di lui e la famiglia. Trump ribatte accusandolo di aver orchestrato quelle azioni legali, definendolo “felon” con piacere.
Storicamente, la Casa Bianca conosce rivalità feroci. John Adams e Thomas Jefferson si insultavano brutalmente: il primo profetizzava prostituzione e incesto sotto il rivale, Jefferson lo dipingeva ermafrodita repellente. Roosevelt e Hoover ignorarono persino un viaggio insieme al Campidoglio.
