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Budapest a mollo

Posted on 7 Novembre 20266 Novembre 2026 by Paolo Bonanni

(Times) Dalle cupole neobarocche dello Széchenyi alle vasche ottomane del Rudas, la capitale ungherese poggia su un mare di acqua termale. Romani, Ottomani e Asburgo hanno sfruttato le stesse sorgenti. Oggi le terme di Budapest sono insieme salotto cittadino e clinica. Una guida agli stabilimenti da non perdere.

Budapest si regge, letteralmente, sull’acqua calda. Costruita lungo una faglia geotermica, la capitale ungherese attinge a 123 sorgenti e pozzi che ogni giorno portano in superficie 70 milioni di litri di acqua ricca di minerali, a temperature fino a 78 gradi. Romani, Ottomani e Asburgo hanno sfruttato questo patrimonio nei secoli.

Cupole, piscine e saune

Una delle migliori terme è certamente lo Széchenyi, nel City Park di Pest. Fu inaugurato nel 1913 come primo complesso termale sulla riva orientale del Danubio e resta il più grande della città. È un labirinto neobarocco e rinascimentale di cupole, colonne e facciate gialle, con diciotto piscine (tre all’aperto), dieci saune e numerosi bagni di vapore. È insieme luogo di ritrovo e clinica dove si seguono cicli di balneoterapia. Si consiglia di uscire subito all’aperto, nella vasca più calda a 38 gradi, dove si gioca a scacchi con anziani giocatori difficili da battere. Il biglietto giornaliero parte da 36 euro, ingresso dai 14 anni.

Sulla sponda di Buda, ai piedi della collina Gellért, i Bagni Rudas sono tra i migliori esempi superstiti dell’epoca ottomana. Furono fondati intorno al 1550 e ampliati dal pascià Sokollu Mustafa, a cui si devono anche il Király, oggi chiuso per restauri, e il Rác.

Il bagno turco offre temperature dai 16 ai 42 gradi, con la vasca ottagonale sotto la cupola come fulcro. La più recente piscina panoramica sul tetto, a 36 gradi, affaccia sui tramonti del Danubio. Si entra da 30 euro.

Antiche terme

Più a nord, i Bagni Lukács nascondono dietro una facciata austera acque che, pare, erano già usate dai Cavalieri di San Giovanni nel XII secolo. Oggi i turisti affollano le piscine esterne, con un canale a corrente lenta, lettini idromassaggio e docce cervicali (da 20 euro). Sull’isola Margherita, il Palatinus è un lido in stile Bauhaus di un secolo fa, frequentato dai residenti tutto l’anno. Ha una vasca a 36 gradi, immersioni calde e fredde e una grande piscina medicinale coperta, a partire da 9 sterline.

Il Gellért resterà chiuso per restauri fino al 2028. L’alternativa suggerita è il Veli Bej, raccolto complesso ottomano del 1574 con una vasca ottagonale dove è facile essere l’unico straniero (da 15 euro).

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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