(Times) Dalle cupole neobarocche dello Széchenyi alle vasche ottomane del Rudas, la capitale ungherese poggia su un mare di acqua termale. Romani, Ottomani e Asburgo hanno sfruttato le stesse sorgenti. Oggi le terme di Budapest sono insieme salotto cittadino e clinica. Una guida agli stabilimenti da non perdere.
Budapest si regge, letteralmente, sull’acqua calda. Costruita lungo una faglia geotermica, la capitale ungherese attinge a 123 sorgenti e pozzi che ogni giorno portano in superficie 70 milioni di litri di acqua ricca di minerali, a temperature fino a 78 gradi. Romani, Ottomani e Asburgo hanno sfruttato questo patrimonio nei secoli.
Cupole, piscine e saune
Una delle migliori terme è certamente lo Széchenyi, nel City Park di Pest. Fu inaugurato nel 1913 come primo complesso termale sulla riva orientale del Danubio e resta il più grande della città. È un labirinto neobarocco e rinascimentale di cupole, colonne e facciate gialle, con diciotto piscine (tre all’aperto), dieci saune e numerosi bagni di vapore. È insieme luogo di ritrovo e clinica dove si seguono cicli di balneoterapia. Si consiglia di uscire subito all’aperto, nella vasca più calda a 38 gradi, dove si gioca a scacchi con anziani giocatori difficili da battere. Il biglietto giornaliero parte da 36 euro, ingresso dai 14 anni.

Sulla sponda di Buda, ai piedi della collina Gellért, i Bagni Rudas sono tra i migliori esempi superstiti dell’epoca ottomana. Furono fondati intorno al 1550 e ampliati dal pascià Sokollu Mustafa, a cui si devono anche il Király, oggi chiuso per restauri, e il Rác.
Il bagno turco offre temperature dai 16 ai 42 gradi, con la vasca ottagonale sotto la cupola come fulcro. La più recente piscina panoramica sul tetto, a 36 gradi, affaccia sui tramonti del Danubio. Si entra da 30 euro.

Antiche terme
Più a nord, i Bagni Lukács nascondono dietro una facciata austera acque che, pare, erano già usate dai Cavalieri di San Giovanni nel XII secolo. Oggi i turisti affollano le piscine esterne, con un canale a corrente lenta, lettini idromassaggio e docce cervicali (da 20 euro). Sull’isola Margherita, il Palatinus è un lido in stile Bauhaus di un secolo fa, frequentato dai residenti tutto l’anno. Ha una vasca a 36 gradi, immersioni calde e fredde e una grande piscina medicinale coperta, a partire da 9 sterline.

Il Gellért resterà chiuso per restauri fino al 2028. L’alternativa suggerita è il Veli Bej, raccolto complesso ottomano del 1574 con una vasca ottagonale dove è facile essere l’unico straniero (da 15 euro).