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Sempre più autismo

Posted on 5 Novembre 20265 Novembre 2026 by Paolo Bonanni

(Abc) Cambia il volto delle diagnosi: meno epilessia, più ansia: uno studio su oltre 33 milioni di persone tra Regno Unito e Svezia rileva un’impennata delle diagnosi di autismo negli adulti. A crescere più in fretta sono le donne e i giovani tra i 16 e i 20 anni. E nella storia clinica dei nuovi pazienti l’ansia ha preso il posto dell’epilessia e della disabilità intellettiva.

In quindici anni il profilo clinico degli adulti che ricevono una diagnosi di disturbo dello spettro autistico è cambiato radicalmente. All’inizio del secolo l’autismo veniva riconosciuto soprattutto in pazienti con una storia di epilessia, psicosi o disabilità intellettiva. Oggi il quadro che precede la diagnosi si è spostato in modo massiccio verso ansia, depressione e disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

È la conclusione principale di una ricerca di popolazione pubblicata su “BMJ Mental Health”, che ha analizzato le cartelle cliniche di oltre 33 milioni di persone nel Regno Unito e in Svezia. Lo studio descrive una trasformazione senza precedenti nella demografia dell’autismo. L’aumento dei nuovi casi è particolarmente marcato tra le donne e tra i giovani di 16-20 anni.

Un gruppo internazionale coordinato dall’Università di Bristol ha voluto capire se la crescita dipenda da un cambiamento degli strumenti clinici o da una maggiore consapevolezza sociale. Per farlo ha esaminato i registri della medicina di base britannica e le banche dati demografiche svedesi raccolti tra il 2010 e il 2023.

I numeri sono netti

Nel Regno Unito il tasso di nuove diagnosi negli adulti si è moltiplicato per dieci, passando da 6 a 64 casi ogni 100.000 abitanti. In Svezia, dove i livelli erano storicamente più alti, si è saliti da 43 casi nel 2010 a 65 nel 2021. L’aumento più consistente riguarda la tarda adolescenza. Tra i 16 e i 20 anni le diagnosi sono passate da 31 a 364 ogni 100.000 abitanti nel Regno Unito e da 165 a 361 in Svezia. Alla fine del periodo osservato, la prevalenza cumulata in questa fascia d’età ha raggiunto il 4,1% in entrambi i Paesi.

Gli uomini continuano a registrare una prevalenza superiore: 1,4% contro 0,7% nel Regno Unito, 1,8% contro 1,2% in Svezia. Tra le donne, però, i nuovi casi crescono a un ritmo nettamente più rapido.

Un dato sorprendente

Le diagnosi che compaiono nella storia clinica prima di quella di autismo sono molto sorprendenti: nel Regno Unito, tra il 2010 e il 2023, la quota di adulti appena diagnosticati con precedenti di epilessia è scesa dal 10% al 4%. Lo stesso andamento si osserva per la disabilità intellettiva e i disturbi psicotici. Al polo opposto, disturbi dell’umore e ADHD hanno preso il sopravvento. La percentuale di pazienti con una precedente diagnosi d’ansia è raddoppiata, dal 29% a oltre il 58%.

Trattandosi di uno studio osservazionale, gli autori precisano che i dati non permettono di stabilire con certezza quale meccanismo sia alla base del fenomeno. Non è chiaro se i cambiamenti riflettano una maggiore sensibilità dei medici verso forme di autismo più sfumate e sottili. Potrebbe trattarsi invece di altre patologie psichiatriche etichettate per errore come autismo.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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