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La montagna sul tapis roulant

Posted on 5 Novembre 20265 Novembre 2026 by Paolo Bonanni

(Neue Zurcher) Cosa c’è davvero dietro l’incline walking: dai social alle palestre europee camminare in salita sul nastro è la nuova tendenza del fitness. Gli esperti la promuovono come allenamento, ma smontano il mito del dimagrimento rapido. Pendenza al 12%, cinque chilometri orari, mezz’ora: la formula virale promette di sciogliere il grasso.

In una palestra sette tapis roulant girano uno accanto all’altro. A un tratto uno di essi comincia a inclinarsi e una giovane donna prosegue a passo deciso, come se affrontasse un sentiero di montagna. È l’incline walking, la tendenza arrivata dagli Stati Uniti in Europa soprattutto grazie a TikTok e Instagram, e per questo praticata in prevalenza da giovani.

Il principio è elementare: camminare in pendenza riconduce a un’attività antica. In fondo è ciò che si fa da sempre con l’escursionismo. L’idea nasce probabilmente dai trail runner che, senza montagne a portata di mano, si allenano sul nastro inclinato. Qualcuno l’avrebbe poi adattata al grande pubblico, corredandola di slogan efficaci.

Sui social circola soprattutto il metodo 12-3-30: pendenza del 12%, velocità di tre miglia orarie (quasi 5 km/h), per trenta minuti. Ripetuto più volte alla settimana, prometterebbe di far sparire il grasso corporeo. I nutrizionisti conoscono bene questo tipo di promesse, si ripetono identiche da decenni e confondono sempre due cose diverse: il grasso bruciato durante lo sforzo e la riduzione del grasso corporeo nel lungo periodo. Camminare in salita consuma più energia che in piano, a parità di velocità, ma questo non si traduce automaticamente in una perdita di peso.

Ossidare i grassi

Uno studio conferma che durante una sessione 12-3-30 si ossidano più grassi che correndo a ritmo libero, ma nulla di più è dimostrato. Il dispendio extra può essere compensato muovendosi meno nel resto della giornata o mangiando un po’ di più. Il suo giudizio: un’attività sensata, come quasi ogni forma di movimento, ma non certo una rivoluzione per dimagrire.

Si consigliano spesso gli allenamenti in salita, pur rifiutando l’etichetta alla moda. Sono adatti ai principianti, a chi non corre velocemente e a chi rientra da un infortunio, perché costruiscono resistenza risparmiando articolazioni e tendini. Per i trail runner sono essenziali, dato che in gara quasi nessuno riesce a correre sempre in salita. La formula 12-3-30 sarebbe semplicemente sbagliata, perché pretende di valere per tutti i livelli.

Partire con moderazione

Sul piano pratico, meglio iniziare con pendenze inferiori all’8-12% spesso suggerito: il battito sale in fretta e polpacci, anche e tendine d’Achille hanno bisogno di tempo per adattarsi. Il busto va inclinato in avanti partendo da caviglie e anche, non curvando la schiena, e le braccia oscillano liberamente; aggrapparsi al corrimano sbilanciati all’indietro va evitato.

Chi corre in piano a 10 km/h dovrebbe camminare a circa metà di quella velocità. Dieci minuti regolari migliorano la forma di base, mentre per la resistenza aerobica servono almeno trenta minuti, meglio tra i 45 e i 60. E, se si può, meglio allenarsi all’aria aperta.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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