(Times) Uno studio americano su oltre 28mila segnalazioni associa le bevande con stimolanti a un rischio di arresto cardiaco undici volte più alto. A esporsi di più sono gli adulti tra i 18 e i 34 anni. Caffeina, zuccheri e vitamine in eccesso: gli energy drink conquistano gli scaffali, ma i cardiologi invitano alla cautela.
Promettono energia, concentrazione e resistenza alla fatica. Gli energy drink sono ormai un gesto quotidiano per milioni di persone, ma una nuova ricerca torna ad accendere i riflettori sui loro effetti sul cuore, soprattutto tra i più giovani.
Una lattina può contenere tra 200 e 300 milligrammi di caffeina, due o tre volte quella di una tazza di caffè, insieme a vitamine, minerali e aminoacidi. Il successo commerciale è evidente: secondo la rivista di settore “The Grocer”, nel Regno Unito energy drink e bevande sportive hanno superato per la prima volta la cola, con un giro d’affari di circa 4 miliardi di sterline l’anno. Il governo britannico intende vietarne la vendita ai minori di 16 anni in Inghilterra a partire da aprile.
Lo studio ha esaminato 28.345 segnalazioni di eventi avversi inviate alla Food and Drug Administration statunitense negli otto anni fino al 2025. I prodotti contenenti caffeina e stimolanti come guaranà, yerba mate o estratti di tè verde sono risultati associati a segnalazioni di arresto cardiaco e infarto undici volte più frequenti, in particolare tra gli adulti di 18-34 anni.

I consumatori abituali hanno riportato infarti con una frequenza 4,5 volte superiore e palpitazioni o aritmie ventricolari quattro volte di più. Il rischio per una persona sana che ne beve occasionalmente resterebbe probabilmente basso, ma chi li consuma con regolarità può superare facilmente la dose giornaliera raccomandata.
Il meccanismo è noto
La caffeina aumenta frequenza cardiaca e pressione. Uno studio della Mayo Clinic ha rilevato che una lattina da 480 ml con 240 mg di caffeina provoca un rialzo pressorio e un aumento della noradrenalina rispetto al placebo. Gli effetti si amplificano in chi soffre di patologie cardiovascolari, specie se le bevande vengono assunte durante sforzi intensi, con alcol o in carenza di sonno.
Non tutta la caffeina, però, è uguale. Fino a 400 mg al giorno da caffè, tè o cioccolato sono associati a un rischio cardiovascolare più basso, grazie ai polifenoli. Per gli energy drink non esistono prove di benefici analoghi. Non è però dimostrato un rapporto di causa-effetto e servono altre ricerche.

Restano altri fattori di rischio
Alcune lattine da 250 ml contengono quasi sette cucchiaini di zucchero, e diverse formule apportano vitamina B6 in quantità tali da esporre a tossicità chi ne beve una o due al giorno.
Un divieto generalizzato per gli adulti sani non è giustificato dalle evidenze attuali. Contano piuttosto la salute del singolo, la sensibilità alla caffeina e l’apporto complessivo da tutte le fonti.
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