(Washington Post) Antinfiammatori, cortisone e chirurgia del menisco danno sollievo nel breve periodo, ma studi recenti ne evidenziano i costi a lungo termine. Gli esperti concordano su un solo rimedio: muoversi. Restare seduti è la scelta peggiore per chi soffre di artrosi al ginocchio. La ricerca indica nella camminata la terapia più semplice ed economica.
Milioni di americani convivono con un’artrosi degenerativa del ginocchio e molti altri soffrono di dolori occasionali, rigidità o di quel fastidio sordo che annuncia l’arrivo del freddo e della pioggia. Le risposte più comuni sono gli antidolorifici da banco, le infiltrazioni di steroidi, la chirurgia, oppure il divano. Ciascuna può dare sollievo temporaneo. Ma cresce il numero di studi secondo cui alcune di queste soluzioni hanno effetti collaterali. La premessa è d’obbligo: ogni ginocchio è diverso, e ogni cambiamento va discusso con il medico.
Il primo rimedio sotto esame è l’ibuprofene, spesso indicato come trattamento iniziale perché agisce su dolore e infiammazione. Uno studio del 2024 ha osservato che chi aveva assunto antinfiammatori non steroidei alle dosi prescritte per almeno quattro anni mostrava più dolore, disabilità e rigidità. Le immagini rivelavano segni di progressione della malattia, e il ricorso alla protesi era più frequente. Un secondo studio dello stesso anno conferma il sollievo, ma ipotizza un contributo al peggioramento dell’artrosi.

Le infiltrazioni di cortisone offrono un beneficio rapido che dura mesi, ma che si riduce a ogni dose. Uno studio olandese su quasi 4.000 persone ha rilevato che un terzo di chi le aveva ricevute si era sottoposto a protesi entro due anni, contro il 5% degli altri. Ogni iniezione successiva alla prima aumentava il rischio di oltre il 9%: chi ha le ginocchia più compromesse tende a chiedere più infiltrazioni.
La meniscectomia
Discusso anche l’intervento sul menisco, la cui lesione dopo i cinquant’anni è quasi universale e spesso senza sintomi. Un gruppo finlandese ha confrontato la meniscectomia parziale artroscopica con un’operazione simulata: dopo un anno, nessuna differenza. A dieci anni, gli operati mostravano più artrosi e più protesi. Ci sono pareri discordanti:si sconsiglia l’intervento mentre altri chirurghi lo considerano ragionevole quando le terapie conservative falliscono dopo alcuni mesi.

L’opzione peggiore è la sedentarietà
Secondo uno studio del 2023, chi trascorre almeno quattro ore seduto nel tempo libero ha un rischio di artrosi nuova o in rapido peggioramento più alto di circa il 25%, che sale al 60% se resta seduto anche al lavoro.
Il rimedio su cui gli esperti concordano è camminare. Uno studio del 2022 su 1.212 pazienti ha mostrato che chi cammina, anche solo occasionalmente, sviluppa meno dolore e meno degenerazione articolare. È un intervento economico, accessibile e privo di farmaci.