(Neue Zurcher) Da isola dei pescatori a Itaca dei miliardari, il kolossal di Christopher Nolan ha trasformato l’isola delle Egadi in una meta di massa. Prezzi alle stelle, baie affollate e investitori in arrivo da tre continenti. Omero non l’ha mai nominata, ma oggi Favignana vive del mito di Ulisse. Un boom turistico e immobiliare che rischia di cancellare proprio ciò che aveva conquistato Hollywood.
L’assedio comincia già in mare. Motoscafi, gommoni e aliscafi convergono da ogni direzione verso Favignana, la maggiore delle isole Egadi, a poche miglia dalla costa occidentale siciliana. Al largo era ancorata l’«Anawa», lo yacht da circa cento milioni di dollari del miliardario brasiliano-svizzero Jorge Paulo Lemann, con tanto di elicottero a bordo. Se Ulisse avesse cercato un approdo, difficilmente sarebbe riuscito ad avvicinarsi alla riva.
A provocare la ressa è stato proprio l’eroe omerico, o meglio il regista che lo ha riportato sul grande schermo. «The Odyssey» di Christopher Nolan ha incassato oltre 1,7 miliardi di dollari, diventando il film di maggior successo nella storia della Universal. Da allora mezza Italia vuole vedere l’isola.
Poco importa che Omero non citi mai Favignana: solo alcuni studiosi la associano all’anonima isola delle capre dove la flotta di Ulisse fece una breve sosta prima di raggiungere la terra dei Ciclopi. Nolan ne ha fatto Itaca, girando tra calette turchesi e antiche cave di tufo. Le grotte del Bue Marino, dove Matt Damon interpreta il reduce lacero, sono oggi prese d’assalto.

Il cuore delle riprese
Il monte di 314 metri che domina l’isola, sormontato dal quattrocentesco Castello di Santa Caterina, raggiungibile solo a piedi è il vero protagonista. Lì il regista ha ambientato la reggia di Ulisse. È qui che l’impreparazione delle autorità appare più evidente: i turisti scavalcano le recinzioni del cantiere per entrare nel castello fatiscente, tra muri ammuffiti e graffiti, spesso uscendone delusi. Gli interni del palazzo, del resto, erano stati ricostruiti in uno studio di Los Angeles.
Secondo la stampa, Nolan avrebbe scelto Favignana perché quasi priva di edifici moderni. Una condizione già minacciata: nella piana spuntano nuove ville, su un promontorio è comparso un eliporto e in un anno i prezzi degli immobili sono saliti di oltre il dieci per cento, arrivando a 3400-4000 euro al metro quadro, tre o quattro volte la media siciliana.

250 milioni di euro di ricavi in tre anni
Il sindaco Giuseppe Pagoto segnala l’interesse di investitori nordamericani, mediorientali e indiani: un villaggio turistico abbandonato dovrebbe diventare un resort a cinque stelle, un palazzotto storico un hotel di lusso.
Sull’isola vivono 3500 persone, ma nelle giornate estive arrivano fino a 50 000 visitatori. I favignanesi raramente parlano di overtourism: per loro l’afflusso è un’opportunità. I ristoranti sono pieni, i prezzi da Zurigo, i noleggi di biciclette prosperano e gli artisti di strada dipingono sempre più spesso Ulisse al posto di barche e tonni.
Interpellati dal giornale locale, gli abitanti ricordano le riprese come «un tempo d’oro». A Ulisse servirono dieci anni per tornare a casa; a Favignana è bastato un anno per entrare nella sua età dell’oro.